Ospedale Covid, rispunta un dossier sull’amianto

Pettinari (Movimento 5 Stelle) chiede un accesso agli atti alla Regione e alla Asl: «Non è stata prevista la rimozione dei pannelli di tamponatura esterni»
«Chiarezza sul controllo e sul monitoraggio dell'amianto presente nella struttura esterna dell'ospedale Covid di Pescara». A chiedere un nuovo accesso agli atti, alla Regione e alla Asl, dopo un'interrogazione in consiglio regionale e una prima richiesta di verifica dello stato della struttura, è il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari.
L'esponente del Movimento 5 Stelle chiede conto «sul perché, nei lavori di realizzazione del nuovo ospedale destinato ai pazienti affetti da coronavirus, non sia stata prevista la rimozione dei pannelli di tamponatura esterni dove sono state riscontrate fibre di amianto».
LA STORIA. «Da un riscontro iniziale alla mia prima istanza», spiega Pettinari, «la Asl ha confermato che nei pannelli di tamponatura esterni dell'ospedale Covid si rileva la presenza di fibre do amianto. A seguito di questa ammissione, ho richiesto un nuovo accesso agli atti, ai sensi dell'articolo 30 dello Statuto regionale. La normativa specifica di settore sull'amianto prevede, infatti, che le amministrazioni rilevano amianto nei loro edifici, devono mettere in atto una serie di misure di tutela e programmi di protezione e contenimento del rischio, sia nei confronti dei lavoratori che degli utenti».
Secondo Pettinari, «la Asl di Pescara avrebbe dovuto effettuare, a cadenza annuale, delle verifiche sul grado di pericolosità delle fibre di amianto presenti nell'edificio in questione e, soprattutto, avrebbe dovuto verificare le dispersioni aeree e l'eventuale contaminazione dell'ambiente circostante».
INTERVENTI MAI FATTI. L'ultima analisi della consistenza e dei campionamenti in aria dell'amianto, stando alla documentazione raccolta da Pettinari «risulterebbe effettuata dalla Asl di Pescara tra il 2009 e il 2010. A distanza di cinque anni, nel 2015», sottolinea, «è stato predisposto un apposito programma di monitoraggio e custodia ai fini dell'attività di controllo, da cui si evincono gli interventi previsti per contrastare il rischio di esposizione ad amianto: installazione di una barriera resistente agli urti, per prevenire danneggiamenti accidentali e il campionamento periodico della qualità dell'aria nei locali dell'ospedale Covid, oltre alla valutazione annuale dello stato di conservazione della struttura», spiega Pettinari.
«Dalla documentazione fornita il 28 luglio scorso dalla Asl, non risultano atti che attestano l'avvenuta realizzazione degli interventi previsti per evitare il rischio di contaminazione da amianto. Sempre nella stessa relazione è la stessa Asl a comunicare che, nel piano triennale degli investimenti 2020-2022, era stata inserita la ristrutturazione della palazzina ex Ivap, oggi ospedale Covid, da destinare alla realizzazione di un polo onco-ematologico».
RIMOZIONE PANNELLI. È qui il punto. «Tra i lavori di ristrutturazione», incalza Pettinari, «veniva indicata la rimozione dei pannelli esterni in amianto e la sostituzione degli stessi con idonei pannelli isolanti a facciata continua. Lavori che non sono stati effettuati». Pettinari chiede di sapere per quale motivazione il programma di monitoraggio sarebbe stato predisposto solo nel 2015, se sono stati effettuati il campionamento della qualità dell'aria nei locali del fabbricato e la valutazione annuale dello stato di conservazione della struttura e per quale ragione non è stato rimosso l'amianto. «Regione e Asl hanno avuto a disposizione 10 milioni per la realizzazione dell'ospedale Covid e non hanno previsto questo intervento».

