Ospedale del Carmine: ora si punta al recupero

27 Aprile 2024

Il consiglio comunale approva la mozione per individuare le risorse economiche Sopralluogo del sindaco Petrucci: «Necessario avviare un confronto con la Asl»

PENNE. L’amministrazione del sindaco Gilberto Petrucci punta al recupero, quantomeno parziale, della struttura ospedaliera del Carmine. L’immobile potrebbe essere utilizzato per ospitare una struttura sociosanitaria. Nell’ultimo consiglio comunale è stata approvata una mozione, presentata dal capogruppo di maggioranza Federico Domenicone, per avviarne il recupero.
«Abbiamo recuperato due anni fa l’ex Museo della Moda, una struttura mai aperta e per la quale sono stati spesi fondi pubblici: dopo il nostro intervento, oggi, l’immobile ospita temporaneamente una scuola. Con la mozione approvata a maggioranza martedì scorso», spiega Domenicone, «intendiamo avviare un inter amministrativo mirato a effettuare uno studio di fattibilità e indagini strutturali, al fine di individuare risorse economiche per recuperare in parte e totalmente l’immobile. Inoltre», prosegue Domenicone, «dobbiamo attivare un dialogo con la Asl di Pescara per collaborare e raggiungere insieme l’obiettivo».
«Ho fatto un sopralluogo per capire lo stato della struttura», spiega il sindaco Petrucci, «È necessario fare una indagine con i tecnici e una diagnosi: è un immobile progettato e realizzato trent’anni fa. Probabilmente ci sono le condizioni per recuperare solo una parte. Credo sia necessario avviare un confronto con la Asl».
Con una superficie di oltre 16mila metri quadrati, il complesso sanitario del Carmine è tra le grandi incompiute abruzzesi. L’iter progettuale è iniziato alla fine degli anni ’60, su finanziamento della Provincia di Pescara. La struttura doveva ospitare inizialmente un ospedale psichiatrico. Con la legge 180 del 1978, nota come legge Basaglia, e con la conseguente abolizione dei manicomi, venne deciso di farne un polo sanitario per l’assistenza e lo studio delle problematiche dell’invecchiamento. L’atto di indirizzo fu deliberato dalla Asl di Pescara a luglio 2001. Furono approvati gli atti di gara per la concessione dei servizi di gestione di una residenza sanitaria assistenziale per anziani (Rsa) di 120 posti letto, di cui 80 per non autosufficienti, 20 per un hospice con terminali di ricerca e 20 per l’Alzheimer. Furono acquistati tutti gli arredi e le attrezzature necessarie per oltre un milione di euro e l’imponente struttura fu dotata anche di una sala cinema-convegno da circa 300 posti. Ma non è mai stata aperta. Alla manifestazione di interesse partecipò un solo concorrente: la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor di Milano, che trasmise alla Asldi Pescara, il 9 novembre 2001, una offerta di gestione.
La Asl di Pescara negli anni scorsi ha predisposto un progetto preliminare di ristrutturazione per 25 milioni e 778 mila euro, ma l’operazione, assai complessa, non è andata a termine.
Negli anni passati, tra l'altro, il Comune di Penne è stato condannato, a seguito di un lungo iter giudiziario, a risarcire i proprietari dei terreni, al pagamento degli espropri per l’area occupata negli anni ’70 per edificare l'immobile sanitario, per un importo di 780 mila euro.