Ospedale dell’Aquila al completo Da 12 ricoveri il numero sale a 20

4 Settembre 2020

Nessuno dei malati è in terapia intensiva, i casi più numerosi in provincia dell’Aquila (16 su 24) Il dottor Albani: l’aumento dei contagi è causato dai rientri dalle ferie e dalle feste senza controlli 

L'AQUILA. Rientri dalle vacanze, feste, cerimonie e conviviali senza controlli. Sarebbero queste le contingenze che hanno portato all'aumento dei casi in Abruzzo, soprattutto nella provincia dell'Aquila dove il campanello d'allarme ha suonato ieri mattina quando il reparto di Malattie infettive dell'ospedale San Salvatore si è riempito di nuovo, come non accadeva ormai da mesi. Da 12 ricoveri ieri si è arrivati a 20. I numeri più alti arrivano dalla Valle Peligna, poi ci sono la Marsica, dove si rischia il focolaio a Collelongo e la zona dell’Aquila dove il focolaio di Lucoli viene ancora monitorato attentamente. In Valle Peligna è risultato positivo anche uno dei dipendenti di Cogesa, azienda a totale partecipazione pubblica che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti per conto di oltre 60 comuni dell'Aquilano. La Asl sta ricostruendo tutti i suoi contatti. Nel frattempo in azienda è scattato il protocollo previsto in questi casi, con una sanificazione degli ambienti. Nella Marsica, a Celano, si trova in quarantena una trentina di persone. Tra queste, oltre alle famiglie dei due giovani rientrati dalla Sardegna e solo successivamente sottoposti a tampone e risultati positivi, anche la squadra di calcio del Celano che milita in Promozione poiché uno dei due ragazzi positivi è un calciatore. Tutti gli altri atleti e componenti dello staff sono stati già sottoposti al test e sono risultati negativi. Il sindaco Settimio Santilli spiega: «Isolamento precauzionale in attesa del secondo tampone».
A Collelongo, il primo cittadino Rosanna Salucci ha messo in isolamento quaranta persone, soprattutto ragazzi che hanno trascorso una serata di festeggiamenti in ristoranti e locali con una ragazza di Roma, positiva dopo il rientro dall'Ungheria. Era in attesa del tampone ma nel frattempo non ha voluto rinunciare alla festa. Nell'Aquilano, focolaio attivo a Torre de’ Nolfi, frazione di Bugnara, dove già sette persone erano risultate positive precedentemente e altre 10 ieri dopo aver partecipato ai festeggiamenti in onore di San Rocco il 17 agosto scorso. Manifestazione all’aperto, con messa e musica, a cui ha preso parte tutta la frazione, sottoposta ora a tamponi a tappeto. I casi giornalieri registrati in Abruzzo sono 24 e tra questi c'è anche un bambino di 3 anni. Mentre il numero dei pazienti morti resta fermo a 472. Sono complessivamente 3.828 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 2.902 dimessi e guariti, dato invariato rispetto al giorno prima. Di questi 14 da sintomatici con manifestazioni cliniche sono diventati asintomatici e 2.888 hanno risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi. Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 454. Dall’inizio dell’emergenza sono stati eseguiti complessivamente 160.980 test, mentre 33 pazienti (+3) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva. Uno in terapia intensiva, mentre gli altri 420 (+21) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Del totale dei casi positivi, 461 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+16), 919 in provincia di Chieti (+4), 1.700 in provincia di Pescara (+2), 714 in provincia di Teramo (+2), 31 fuori regione e 3 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. I 16 casi registrati in provincia dell'Aquila, 13 fanno riferimento a tracciamento di contatti di focolai già noti nella Valle Peligna, 11 di questi già segnalati dal Centro il giorno prima. Anche i ricoveri nel giro di pochi giorni sono aumentati rapidamente. «Tutte persone con la polmonite», ha spiegato il primario di Malattie Infettive, Alessandro Grimaldi, «mentre alcuni del focolaio di Sulmona sono guariti e tornati da poco a casa». L’ospedale da campo del G8 trasformato in ospedale Covid fortunatamente è vuoto. Significa che non ci sono pazienti in terapia intensiva, ma va favorito il turn over, cioè i pazienti che stanno bene vanno tenuti in isolamento a casa laddove possibile. Ma il primario ribadisce che, comunque, per sicurezza, vanno individuate delle strutture apposite. Una situazione che preoccupa non poco è quella legata ai rientri di giovani dalle vacanze. Rispetto alla prima fase della pandemia, quando nella regione Abruzzo la grande maggioranza dei casi di contagi è stata registrata sulla costa, in questo periodo la provincia dell'Aquila, in particolare la Valle Peligna e la Marsica, è sicuramente l'area più colpita. Secondo il dottor Alberto Albani, responsabile regionale Grandi emergenze sanitarie, a pesare sull'aumento di casi nella Provincia dell'Aquila sono stati soprattutto comportamenti fuori norma di chi non ha rispettato le regole, in particolare dopo il ritorno a casa dalle vacanze.
«Questo fenomeno è legato principalmente ai rientri», ha spiegato Albani, «soprattutto da parte dei turisti. Ma anche circostanze specifiche come le feste che sono state fatte senza controlli e senza il rispetto delle norme anti-contagio, come battesimi e comunioni».
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