Ospedale di Popoli: chiusa l’ala vecchia, spostati 4 reparti

La decisione del direttore Asl Mancini dopo il sisma Lattanzio protesta: è una scusa per ridurre le attività
POPOLI. Il direttore generale della Asl Armando Mancini ha disposto la chiusura di una intera ala del vecchio edificio dell’ospedale della Santissima Trinità di Popoli. Il provvedimento è stato firmato nei giorni scorsi ed è stato adottato dopo il terremoto del 24 agosto e prima delle ultime scosse che hanno interessato ancora l’Italia centrale. Un atto dettato da motivi precauzionali vista la severità della risposta sismica locale che si rileva sul sito di Popoli notoriamente giacente su un substrato paludoso che produce, sollecitato da onde sismiche, un notevole scuotimento del terreno. La zona interdetta ospitava posti letto dei reparti di Cardiologia, Chirurgia e Ortopedia, della Riabilitazione e dell’ambulatorio di cardiologia, che sono stati spostati in altri spazi adiacenti del complesso edilizio di più recente costruzione. La decisione di Mancini, nell’ottica della prevenzione e della sicurezza, ha destato però perplessità. Interviene il consigliere provinciale e capogruppo di opposizione in Comune Mario Lattanzio: «Quella parte di edificio versa nelle medesime condizioni dal 2009, epoca del sisma aquilano che tanti danni ha provocato anche a Popoli, territorio incluso nel cratere sismico. La nostra preoccupazione oggi, stando alla unilaterale decisione del manager, è che finora personale medico, infermieristico e pazienti, avrebbero stazionato tranquillamente in un edificio ad elevato rischio, visto che le condizioni statiche di allora sono pari pari quelle di oggi e che l’ufficio tecnico della Asl è il medesimo di allora. Mi chiedo», va avanti Lattanzio, «se il fine di questa improvvisa evacuazione sia quello di iniziare in maniera silente e drastica a chiudere i reparti del nostro ospedale atteso anche che l’operazione è stata effettuata senza che fossero state avvertite le autorità cittadine (sindaco e amministrazione) e maggiormente il comitato ristretto dei sindaci della Val Pescara. Ricordo», conclude il consigliere, «che in passato furono eseguiti anche interventi di rinforzo strutturale sull’edifico e quanto meno oggi sarebbe stata necessaria una perizia sulla agibilità della struttura».
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