Ospedale, ecografia solo per poche Future mamme trasferite a Penne

30 Aprile 2016

Dopo i roboanti annunci di potenziamento, a maggio riduzione del servizio per carenza di personale Una donna denuncia: disorganizzazione totale. La Asl minimizza: prestazioni comunque assicurate

PESCARA. Ci sono novità per alcune delle future mamme che devono essere sottoposte a ecografia all’ospedale di Pescara. E non sono buone. A maggio il servizio (gratuito) non potrà essere assicurato a tutte nel reparto di Ostetricia e Ginecologia per cui una parte delle donne dovrà raggiungere i distretti sanitari della città o l’ospedale di Penne. È anche possibile che l’ecografia salti, per mancanza di posti, per cui le mamme saranno costrette a rivolgersi ai privati, spendendo dai 100 ai 250 euro.

La denuncia arriva da una donna di 38 anni alla sua seconda gravidanza che a novembre, quando ha saputo di essere incinta, si è preoccupata di «prenotare per tempo le tre ecografie previste in gravidanza da protocollo nazionale: la translucenza nucale (nel primo trimestre), la morfologica (nel secondo trimestre) e l’ecografia di accrescimento (nel terzo trimestre). Per le prime due», spiega la donna, «non ho avuto problemi, anche se la seconda mi è stata anticipata all’improvviso di qualche giorno per carenza di personale. Per la terza, invece, sono stata contattata giovedì dal personale del Cup. Mi hanno spiegato che Pescara non offre più questo servizio per mancanza di addetti e annunciato che è stato promosso un trasferimento delle pazienti a Penne. Non avendo la possibilità di muovermi ho chiesto del tempo per capire e organizzarmi. A distanza di 24 ore ho contattato di nuovo il Cup ma mi hanno risposto che ora non ci sono più posti per via del numero eccessivo di trasferimenti di pazienti nelle altre sedi e mi faranno sapere che ne sarà della mia ecografia. Avrebbero potuto organizzarsi a tempo debito per il personale», sottolinea la donna, «sapendo che si prospettava una situazione del genere. I disservizi non sono nuovi, considerato che anche a marzo l’appuntamento mi è stato anticipato di punto in bianco per la riorganizzazione dei turni. E, se nella prima gravidanza non ho trovato posto per le ecografie, stavolta mi sono data da fare in anticipo e ho prenotato tutto a novembre. A quanto pare, non è servito a niente». La donna non esita a parlare di «disservizio» perché «non è possibile che avvenga una cosa del genere in un ospedale con mille parti l’anno, e anche più».

Dalla Asl fanno sapere che il problema nel reparto di Ostetrica e Ginecologia, guidato da Maurizio Rosati, è «concentrato nei mesi di aprile e maggio, ma rientrerà a giugno. Si sta cercando di spostare alcuni appuntamenti nei distretti di Pescara o, in alternativa, su Penne, dove il punto nascita è stato chiuso e il carico di lavoro si è trasferito su Pescara. Ma a Penne il personale c’è ancora e va utilizzato al meglio». Nonostante gli annunci rassicuranti della Regione dei mesi scorsi, alla chiusura del punto nascita di Penne non è seguito il potenziamento di altre strutture. «Per il futuro, la direzione strategica sta vagliando la riorganizzazione del servizio», garantiscono dalla Asl, e «al momento, queste prestazioni vengono comunque assicurate a livello aziendale, tra una struttura e l’altra. E non saltano».

«Non è così», ribatte la 38enne in attesa del bebè. «È chiaro che i posti a disposizione non sono sufficienti, visto che non ho trovato uno spazio. Ho provato al distretto di Pescara nord ma sarà possibile solo nel 2017. Credo che farò una visita a pagamento, per superare questa impasse. Perché l’ecografia va fatta, e va fatta tra la 28esima e la 32esima settimana».

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