Ospedale, i reparti in affanno M5S: «La Asl intervenga subito»

4 Luglio 2021

Il vice presidente del consiglio regionale Pettinari elenca le attività che risultano insufficienti «Liste d’attesa troppo lunghe, distretti sanitari che non funzionano e il Pronto soccorso scoppia» 

PESCARA. Non c’è un solo problema. Ce ne sono ma tanti, alcuni dei quali si trascinano da tempo, e sono strettamente collegati da loro. Per Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale (del Movimento 5 stelle), sceso in piazza ieri mattina, «alla Asl di Pescara l’emergenza non passa mai», considerato che ospedali e distretti devono fare i conti con «carenze croniche di personale, strutture fatiscenti e pessima organizzazione delle risorse». Pettinari registra e denuncia «una spirale di inefficienze che si traducono in disservizi per gli utenti, costretti a fare i conti con pronto soccorso e reparti congestionati e liste di attesa interminabili, a Pescara».
Tra le «tante criticità e i vecchi problemi mai risolti», il rappresentante del Movimento 5 Stelle mette in cima alla lista «i distretti sanitari gravemente depotenziati (e tuttora ospitati in vecchie strutture, a Pescara sud e Montesilvano, nonostante le nuove sedi), con macchinari non adeguati e poco personale». Altro problema, per Pettinari: «Gli ospedali di Penne e Popoli dovrebbero essere una valvola di sfogo, andrebbero potenziati, e invece vengono depotenziati per cui gli utenti si riversano sull’ospedale di Pescara». Alla luce di ciò lo Spirito Santo diventa «un imbuto, raccoglie tutto, e il pronto soccorso scoppia, il personale non ce la fa più. La conseguenza diretta è che vanno in sofferenza anche i reparti, anch’essi ingolfati». E Pettinari concentra la sua attenzione su alcune situazioni, ad esempio «la carenza di personale in Medicina e Geriatria, la mancata nomina (da anni) dei primari in Ematologia e Pediatria» e poi le condizioni di disagio dei pazienti del polo onco-ematologico. Il pediatra di base Luigi Laguardia affianca Pettinari e ricalca questo aspetto visto che giorni fa, accompagnando un congiunto al quinto piano dell’ospedale, ha notato che «non ci sono impianti di ventilazione o condizionamento, nonostante i 40 gradi di temperatura percepita. Non è possibile attendere per 5 ore in queste condizioni, necessariamente in corridoio visto che l’unico spazio climatizzato destinato all’attesa può ospitare 4 o 5 persone. E non è un’accusa al reparto, dove si lavora in condizioni disumane, con poche unità, tra medici e infermieri, e moltissimi utenti». Si dovrebbe intervenire, sostiene Pettinari, anche sulle liste di attesa «lunghissime, dovendo riposizionare le visite di specialistica ambulatoriale sospese con il Covid. E non è accettabile che per gli esami del sangue passino 45 giorni, tra il momento della prenotazione e quello in cui si ottengono i risultati».
Le questioni da affrontare e risolvere sono anche altre, per Pettinari. «L’acceleratore lineare in Radioterapia non è stato ancora sostituito, l’elisuperficie a fianco all’ospedale continua a non essere attiva, gli scantinati sono fatiscenti e la palazzina acquistata dalla Asl 7 anni fa in via Rigopiano resta abbandonata». E se ha deciso di scendere in piazza è perché «non vedo risposte, non vedo fatti concreti, nonostante mi sia stato assicurato un intervento su tutte le questioni segnalate». Con Pettinari anche alcuni parenti dei pazienti morti in ospedale nei mesi scorsi e dei quali sono spariti degli effetti personali. Hanno già manifestato in segno di protesta ma non sono arrivate risposte, dalla Regione. «Ci aspettiamo chiarimenti e un indennizzo. E speriamo che si arrivi ad un regolamento per disciplinare la presa in carico degli effetti personali dei degenti, in reparto», dice Simona Sperinteo.
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