Ospedale, ispezione del ministero «Questa città è all’avanguardia»

I delegati del commissario Figliuolo promuovono a pieni voti i reparti per l’emergenza
PESCARA. Pescara ha superato la sua prova del nove. I delegati del commissario straordinario Francesco Figliuolo hanno promosso a pieni voti le strutture messe in piedi a Pescara per l’emergenza pandemica: «Qui da noi abbiamo strutture eccellenti e i commissari ci hanno fatto i complimenti per il modo in cui abbiamo raggiunto obiettivi importanti, come l’aumento dei posti letto in terapia intensiva e subintensiva», sottolinea Alberto Albani, primario del pronto soccorso e referente regionale per le Emergenze-Urgenze. Un esame di maturità, travestito da semplice sopralluogo, per verificare il modo in cui i fondi per il Covid sono stati spesi dalla Regione. È andato in scena ieri mattina, intorno alle 11, nell’ambito di un tour che ha coinvolto anche il policlinico Santissima Annunziata di Chieti come ultima tappa abruzzese. I delegati della struttura commissariale, i colonnelli Lorenzetti, Del Biondo e De Santis e il tenente colonnello Cipolla, hanno apprezzato tutta l’organizzazione delle strutture Covid di Pescara e non solo, fanno sapere i vertici della sanità abruzzese. Ad accogliere i quattro delegati c’erano, tra gli altri, l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, il direttore del dipartimento Salute e Welfare Claudio D’Amario, il capo dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza, il primario Albani e l’infettivologo Giustino Parruti, in prima linea da oltre sedici mesi contro la pandemia. Poco prima del sopralluogo, cominciato dal Covid hospital di via Paolini, si è svolta anche una riunione in assessorato alla Salute, in cui la Regione ha illustrato ai delegati di Figliuolo l’intera rete emergenziale messa in piedi per combattere il Covid, con tutte le sue peculiarità e reparti specifici (come quello long Covid, entrato a pieno regime da tre mesi). La visita alle strutture di Pescara è durata un’ora abbondante e ha toccato tre tappe principali, come da programma.
IL PERCORSOLa delegazione ha visitato in primis il nuovo pronto soccorso, (che ha da poco a disposizione la nuova Tac a 128 strati), che ha una porzione riservata alle malattie infettive con camere di decompressione ricche di ossigeno, per permettere ai pazienti di respirare meglio. La struttura comprende una “choc room”, o sala rossa, dotata di 5 posti letto e tecnologie avanzate per pazienti in condizioni particolarmente critiche; sale di osservazione breve con 20 posti letto e, appunto, due “camere calde” collegate in cui arrivano i mezzi di soccorso, e attraverso la quale gli operatori del 118 conducono il paziente nel pronto soccorso. L’ambulanza esce e riparte, le porte automatiche si chiudono e si aprono a seconda delle necessità. La particolare conformazione della “camera calda” consente di effettuare il passaggio dei pazienti in una situazione di comfort termico maggiore: «È una cosa che in Italia hanno davvero in pochi», sottolinea Parruti, «ma devo dire che i delegati sono rimasti impressionati da tutto. Hanno apprezzato la qualità del personale e delle attrezzature, ma soprattutto l’idea di tenere collegata la struttura Covid al pronto soccorso attraverso un sottopassaggio, che consente l’accesso in meno di due minuti». Un tunnel che ha consentito alla delegazione di spostarsi nel cuore dell’ospedale Covid. Il sopralluogo qui si è diviso in due fasi. La prima si è svolta nella nuova radiologia, riservata ai malati Covid, dotata di Tac ed ecografo di ultime generazioni. Infine, sono stati visitati i reparti che accolgono i contagiati. Dei 181 posti iniziali ora ne restano cento nell’ospedale Covid pescarese. Di questi, 26 sono riservati alla terapia intensiva e si trovano al settimo piano, dove è terminata la verifica a Pescara.
IL BILANCIO «La delegazione ha apprezzato soprattutto il fatto che le strutture sono state realizzate in tempi brevi», prosegue Albani, «e hanno anche visto gli sforzi che abbiamo fatto per aumentare i posti in terapia intensiva e subintensiva. E in più hanno anche apprezzato il fatto che non siano mai stati azzerati i servizi di emergenza-urgenza, e soprattutto quelli di assistenza per le altre patologie, come i malati oncologici». L’esame di maturità è stato dunque superato a pieni voti dalle nuove strutture Covid di Pescara. Ma in caso di nuova ondata di contagi e ricoveri, il sistema sanitario sarà in grado di tenere duro? Albani non ha dubbi: «Augurandomi che questo non accada, le nostre strutture e il nostro personale sono pronti per rispondere ad un’ulteriore ondata. Al momento, però, la situazione resta sotto controllo, anche se servirà almeno un’altra settimana per osservare l’impatto della riapertura delle scuole sulla curva dei contagi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

