Ospedale, ora è allarme per i fondi regionali

Sospiri (Forza Italia) parla di finanziamenti sottratti a Penne per destinarli a Chieti e attacca il sindaco D’Alfonso di piegarsi alle scelte del governatore
PENNE. Il futuro degli ospedali periferici abruzzesi è in bilico. Destino a cui non sembra estraneo il San Massimo di Penne, a quanto pare sempre più ai margini della programmazione sanitaria regionale. Già condannato a perdere il punto nascita così come è accaduto ad Atri, Ortona e Sulmona, l’ospedale cittadino rischia di vedere impoverito anche il Pronto soccorso e di perdere fondi per 12 milioni di euro previsti per le opere di a ristrutturazione.
Negli ultimi anni, il San Massimo ha dovuto inoltre fare i conti con un graduale riduzione di personale medico. Basti dire che il solo reparto palestra-riabilitazione è stato ridotto di 8 unità. Nel 2000 erano presenti 11 fisioterapisti, che accoglievano anche le esigenze di utenti esterni, oggi il servizio è assicurato ai soli pazienti ricoverati con tre fisioterapisti in organico. Anche le dotazioni di personale infermieristico non è delle più semplici . Tanti sono andati in pensione e mai più sostituiti. Se a tutto questo si aggiunge che la ristrutturazione dell’ospedale, sbandierata a più riprese, soprattutto in campagna elettorale, non è stata ancora avviata, ecco che l’incertezza sul futuro del San Massimo appare più che giustificata.
A vederla certamente così è il capogruppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, il quale si è detto molto preoccupato per l’ospedale vestino. «La scelta di impegnare i fondi destinati per la costruzione dei nuovi ospedali di Avezzano, Lanciano, Sulmona, Vasto, Giulianova e per la ristrutturazione del presidio ospedaliero di Penne, a favore della ricostruzione del nuovo clinicizzato di Chieti, senza specificare nulla nella delibera regionale, appare politicamente fuorviante e scorretta. Non vorremo che sia proprio l’ospedale di Penne, in questa strana rimodulazione dei fondi, ad essere interessato dal taglio di finanziamenti. Ciò costituirebbe una decisione spregevole, partorita solo per finalità elettorali». Sospiti auspica la mobilitazione degli amministratorti comunali dell’entroterra pescarese, i cui centri sono già penalizzati dalle frane e dall’assenza di investimenti programmati per lo sviluppo economico, per opporsi a quella che il capiogruppo forzista definisce «una grave iniziativa politica del governo regionale di centrosinistra. Non comprendiamo» prosegue Sospiri «l’atteggiamento del sindaco pd di Penne, Rocco D’Alfonso, e degli esponenti della maggioranza comunale che avallano ogni azione del presidente D’Alfonso finalizzata soltanto a impoverire la città e il suo cimprensorio».
Per il sindaco D’Alfonso, al contrario, le cose non stanno proprio come sostiene Sospiri. «C’è un impegno da parte della Regione, con una fase di progettazione lunga e costosa. Ssarebbe assurdo non dare seguito all’esecuzione dei lavori di riqualificazione dell’ospedale. A Sospiri dico che noi ci stiamo impegnando attivamente, facendo pressione sull’amministrazione regionale affinché questo progetto di ristrutturazione venga realizzato. Il nostro non è un atteggiamento passivo o di ossequio. E Sospiri»chiude il sindaco, «non può certamente impartire lezioni perché il progetto di ristrutturazione del San Massimo promosso dalla giunta regionale Chiodi era privo di copertura finanziaria».
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