Ospedale, parte lo scontro sul progetto di riordino

8 Maggio 2021

Penne, resta l’incertezza sul futuro di alcuni reparti della struttura sanitaria Mentre il Movimento 5 Stelle attacca: «Va migliorata, non depotenziata»

PENNE. La bozza di riordino ospedaliero della Regione continua a suscitare incertezze e polemiche per il San Massimo di Penne.
L’ospedale, secondo le prime indicazioni, dovrebbe restare con il Pronto soccorso e con dei posti in letto in meno per alcuni reparti.
Il sindaco Mario Semproni ha assicurato che chiederà spiegazioni al direttore generale della Asl e all’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì.
Nel frattempo, divampa la polemica su un piano di cui solo in pochi conoscono effettivamente i contenuti. Si parla di riordino, ma è assicurata la presenza del Pronto soccorso. Forse, ci saranno dei tagli ad alcuni reparti, ma non è ancora certo.
Nonostante tutto, il Movimento 5 Stelle attacca l’amministrazione regionale sostenendo che vuole smantellare l’ospedale.
«La bozza di riordino ospedaliero della Regione», ha detto la consigliera regionale Barbara Stella, «vede definitivamente l’ospedale di Penne relegato a mera appendice di quello di Pescara. È l’ennesima beffa che il centrodestra regionale regala a un territorio, quello vestino, che da sempre ha dimostrato di avere una forte vocazione in diversi ambiti ospedalieri e che oggi si vede scippato di molte di quelle funzioni fondamentali per l’area stessa».
«Della nuova bozza del piano», ha affermato la consigliera pentastellata, «era prevista una discussione in commissione Sanità circa una settimana fa, ma all’ultimo momento è stata annullata ed ora, nonostante ne sia stata convocata un’altra per martedì 11 maggio, il tema non è stato nemmeno iscritto all’ordine del giorno. Mi auguro che l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì venga a relazionare al più presto su questo tema così importante per il futuro dei cittadini abruzzesi e di cui è assolutamente urgente discutere. Probabilmente, i dissidi interni al centrodestra regionale, ultimamente troppo impegnato a risolvere le proprie beghe interne a causa del cambio di casacca di qualcuno, si stanno ripercuotendo anche su queste assurde scelte politiche effettuate, proprio in tema di riordino ospedaliero».
Tra i punti giudicati negativi della bozza di riordino, c’è sicuramente il ridimensionamento del reparto di Chirurgia con soli 2 posti diurni (vale a dire di day hospital) e zero posti ordinari. Complessivamente il San Massimo avrà 74 posti letto ordinari, di cui 45 per la lungodegenza. «La diminuzione dei posti letto e la contrazione dei reparti del San Massimo di Penne», ha fatto presente Stella, «significano solo una cosa: lasciare un’intera area, quella vestina, privata di un servizio sanitario fondamentale che, nel corso degli ultimi anni, abbiamo visto man mano smantellare».