Ospedale Penne, criticato l’appoggio del sindaco a Mancini

25 Novembre 2017

PENNE. L’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne” non ha gradito l’atteggiamento tenuto dal sindaco Mario Semproni nel corso dell’ultimo vertice del comitato ristretto dei sindaci, chiamato il 16...

PENNE. L’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne” non ha gradito l’atteggiamento tenuto dal sindaco Mario Semproni nel corso dell’ultimo vertice del comitato ristretto dei sindaci, chiamato il 16 novembre a esprimere la fiducia o la sfiducia rispetto all’operato del general manager della Asl, Armando Mancini. Un parere non vincolante, sia chiaro, ma che i cittadini di Penne si aspettavano fosse in totale contrapposizione con l’operato del manager Asl. «Riteniamo doveroso rimarcare l'espressione del parere da parte del sindaco di Penne nell'ambito del Comitato ristretto dei sindaci della Asl di Pescara riguardo l'operato del manager Mancini. Ci appare schizofrenico», scrive il presidente dall’associazione in difesa del San Massimo, Nicola Spoltore, «l'atteggiamento del nostro primo cittadino: a parole si colloca a fianco del popolo vestino nella difesa della salute dei suoi cittadini e della sopravvivenza del San Massimo e dell'altra ritiene che il manager sia da promuovere. Tutto ciò nonostante l’avessimo già bocciato in più occasioni, per le inesattezze, le verità mascherate e la caparbia determinazione nel volerci abbandonare a un destino che non meritiamo, che non vogliamo e che contestiamo. Il sindaco Semproni, dopo aver fatto una premessa condivisibile, e aderente al nostro sentimento, rilevando alcune criticità e contraddizioni, ha concordato col parere espresso dal sindaco di San Valentino esprimendo parere positivo sull'operato del manager ed isolando il sindaco di Popoli che, solo, ha espresso parere negativo». L’associazione Salviamo l’ospedale di Penne ha intenzione di non arrendersi e di continuare a battersi affinché la Regione e la Asl tornino sui propri passi e riconsiderino la classificazione dell’ospedale San Massimo.
In base a quanto previsto dalla Regione Abruzzo, il San Massimo diverrà ospedale di area disagiata, mentre l’associazione chiede che il San Massimo sia classificato come ospedale con sede di pronto soccorso. (f.bel.)