Ospedale Penne: ecco il progetto da 12 milioni fermo da sette anni

27 Giugno 2020

Il vice presidente del consiglio regionale Pettinari svela il contenuto del faldone di oltre cento pagine «Struttura declassata, manca la convenzione ministero della Sanità-Regione per far partire i lavori»

PENNE. Un faldone di oltre 100 pagine riguardante il progetto di ristrutturazione da 12 milioni di euro, datato 2013-14, dell’ospedale San Massimo di Penne è stato consegnato al vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari.
LA CONVENZIONE La documentazione, fornita dall’ufficio dell’assessorato alla sanità, a seguito della diffida penale presentata dallo stesso Pettinari, manca però di un atto fondamentale: la convenzione tra il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e il ministero della Sanità. «Fin quando non avrò la convenzione firmata da ambo le parti, per me non c’è nulla di concreto», sottolinea il consigliere pentastellato.
«L’ospedale San Massimo di Penne», spiega Pettinari, «declassato a ospedale di area disagiata, ha subito negli ultimi anni un pesante ridimensionamento dei servizi e dei reparti, una forte riduzione del personale sanitario trasferito in altre strutture sanitarie abruzzesi, oltre al depauperamento delle attrezzature sanitarie donate, in parte, anche da alcune fondazioni. Adesso, occorrono fatti concreti e certi».
LE CARENZE Il mastodontico carteggio evidenzia le criticità del San Massimo e prospetta tutte le sezioni di intervento. Tra le carenze: la mancanza di servizi igienici in stanza; finiture non idonee alle destinazioni d’uso e impianti non rispondenti alla normativa vigente.
Dal punto di vista progettuale, l’intervento prevede l'ampliamento del pronto soccorso al piano terra ed al piano primo.
Un ampliamento di circa 200 mq, completamente indipendente dal punto di vista strutturale, che servirà a colmare le lacune in merito ai requisiti minimi strutturali. I collegamenti con le sale operatorie di emergenza saranno garantiti dalla torre di collegamento di nuova costruzione a esclusivo uso del personale sanitario, così come il percorso alle radiologie.
Il blocco B4 (dove si trovano anche il laboratorio analisi e la farmacia), che si sviluppa su 5 livelli con struttura in cemento armato, sarà interamente soggetto a una ristrutturazione pesante che permetterà l'adeguamento alle normative in materia di sicurezza sismica. Prevista anche una ristrutturazione di circa 430 mq al piano seminterrato del blocco D (padiglione di Medicina), che permetterà lo spostamento in quelle aree del servizio di farmacia.
CENTRO PRELIEVI Anche il nucleo più antico del complesso ospedaliero del San Massimo di Penne (dove si trova il centro trasfusionale), che si sviluppa su 4 livelli con struttura mista (in muratura portante a esclusione del piano quarto, dove sono presenti strutture in calcestruzzo armato) sarà oggetto di intervento: il piano inferiore del blocco sarà occupato da servizi di laboratorio e il piano primo dal Centro trasfusionale e centro prelievi, con accesso diretto dal piazzale interno.
«La stazione appaltante», si legge nel documento fornito al consigliere Pettinari, « si riserva l’insindacabile facoltà di introdurre nelle opere, all'atto esecutivo, quelle varianti che riterrà opportune, nell'interesse della buona riuscita e dell'economia dei lavori, senza che l'appaltatore possa trarne motivi per avanzare pretese».
Adesso si aspetta, e si spera, che la convenzione Regione-ministero torni in Abruzzo quanto prima e che il San Massimo possa finalmente veder avviato il proprio iter di ristrutturazione.
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