Ospedale, reparti mai così affollati Al pronto soccorso solo casi gravi

10 Dicembre 2021

Ieri cento pazienti in attesa e 35 anziani “parcheggiati” per un posto in Geriatria: ed è scattato lo stop  Il primario Albani: chi viene rischia di restare in attesa per 2-3 giorni, è un problema per loro e per noi

PESCARA. Fino a domani (per 48 ore a partire da ieri), stop ai ricoveri di area medica a causa di un afflusso record di pazienti mai registrato prima. E dunque sospesa l’attività di accettazione in Pronto Soccorso di pazienti con patologie mediche.
Piene le aree mediche, chirurgiche e specialistiche dell’ospedale. Stracolmi i reparti di Medicina e Geriatria, con circa 35 anziani sistemati all’Obi in attesa di un posto letto. Alla luce «di questo un imprevedibile super-afflusso di pazienti», come scrive la Asl, ieri si è riunita d'urgenza l’unità di crisi costituita dal direttore sanitario Antonio Caponetti, dal direttore dei Presidi ospedalieri Valterio Fortunato, dal direttore del dipartimento di Urgenza emergenza Alberto Albani, dal direttore del dipartimento medico Giustino Parruti. E si è deciso di sospendere all’istante l’attività di accettazione al pronto soccorso dei pazienti con patologie mediche. Trattati come sempre i codici rossi e, quindi, le emergenze urgenze e i traumi, oltre alle patologie di pertinenza di altri dipartimenti.
Del provvedimento sono stati informati Regione, Comune, Prefettura, 118, i direttori generali delle altre Asl, responsabili delle case di cura e delle strutture sul territorio, a cui è stata anche chiesta la disponibilità ad accogliere eventuali pazienti. Dal primo pomeriggio, con la collaborazione delle centrali regionali del 118, molti utenti sono stati quindi dirottati nei vicini ospedali di Penne, Popoli, ma anche nei pronto soccorso di altre Asl, grazie anche a un rinforzo di ambulanze reperite tramite le associazioni. In una nota, la Asl ha spiegato che si è reso necessario alla luce dell'emergenza sanitaria legata al Covid, e quindi al rischio di contagi a seguito di situazioni di sovraffollamento. Oltre a questo, per «assicurare adeguata assistenza ai pazienti che sono in attesa di ricovero e a quelli già ricoverati, stante l’attuale impossibilità di dimettere i ricoverati. Il provvedimento», fa sapere la Asl, «potrà essere ripetuto o prorogato qualora il numero dei pazienti di area medica in attesa di ricovero in Pronto soccorso a Pescara torni ad eccedere il numero di 25 per più di 12 ore».
Solo ieri, prima della decisione di sospendere i ricoveri, erano oltre 100 le persone al pronto soccorso, fra quelle in fila per essere visitate e quelle già visitate e in attesa di un posto letto. La stragrande maggioranza, anziani. «Purtroppo», spiega Alberto Albani, «non riusciamo a smaltire alcuni tipi di ricoveri. Ci sono tante persone che restano bloccate in pronto soccorso perché reparti di area medica-geriatrica sono in questo momento strapieni. Essendo questa la situazione, non possiamo accogliere altri utenti. Il rischio è che restino in pronto soccorso per due-tre giorni. Un rischio per loro e anche per noi, che poi non possiamo gestirli. Il problema in questo caso, comunque, non è del pronto soccorso. Deriva, come detto, da alcuni reparti che sono saturi e non riescono ad assorbire questo iper afflusso».
Un afflusso «incredibile», come viene definito dalla direzione sanitaria, dovuto sicuramente ai malanni causati dai primi freddi, ma anche al Covid. «Dipende», spiega Albani, «dall’aumento delle patologie tipicamente invernali e dal fatto che le patologie sono diventate più gravi perché un anno di Covid ha purtroppo fatto sì che certi pazienti non sono stati seguiti come prima. E quindi arrivano da noi, in pronto soccorso, in condizioni sempre più serie che, per forza di cose, richiedono un ricovero. Questi sono i danni collaterali del Covid».
Ma all'ospedale di Pescara, quasi tutti i giorni, ormai si registra un accesso di pazienti notevole, più elevato spesso di quella che è la capacità di accoglienza. Il risultato? File estenuanti e medici e infermieri costretti a fare i salti mortali per garantire le cure necessarie a tutti. Vista la situazione la Asl rivolge un appello alla cittadinanza affinché ricorra all'ospedale «nei casi veramente indispensabili».