Ospedale, resta il pronto soccorso Ma si perdono posti in Chirurgia

I sindacati svelano i piani per il San Massimo contenuti nella bozza di riordino della rete ospedaliera Pasqualone: «Significa che vogliono chiuderci». Il sindaco Semproni: «Sentirò la Asl e l’assessore Verì»
PENNE. Ospedale con sede di pronto soccorso, ma con tanti posti letto in meno per alcuni reparti strategici. Boccone amaro per l'ospedale San Massimo di Penne stando alla proposta di riordino della rete ospedaliera regionale elaborata dai vertici di Regione Abruzzo e di Asr (Agenzia Sanitaria Regionale) e su cui si dovrà esprimere, una volta definita, il tavolo di monitoraggio. Intanto l'intersindacale sanitaria abruzzese, che in maniera unitaria ha chiesto un incontro all'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, ha fatto sapere che il riordino prospettato è «inadeguato alle aspettative assistenziali della popolazione abruzzese che, allo stato attuale, è costretta a trovare risposte nelle altre regioni, specie in quelle limitrofe».
L'ospedale San Massimo di Penne, eccezion fatta per il pronto soccorso che resta attivo H24, perde importanti servizi e posti letto, in base alla bozza. Per la chirurgia pennese, ad esempio, nella quale da anni opera Franco Ciarelli, sono stati previsti solamente 2 posti diurni, vale a dire di day hospital. Una riduzione che non consentirebbe all'unità operativa semplice dipartimentale chirurgica del San Massimo di lavorare come si è fatto fino ad oggi, anche se tra mille difficoltà.
Complessivamente l'ospedale di Penne resterà con soli 74 posti letto ordinari. «È la testimonianza che in questo modo vogliono chiudere il nostro ospedale. È ora di finirla. La chirurgia è stata annientata, l'Emodialisi (un vero e proprio fiore all'occhiello dell'attività sanitaria del San Massimo) declassata a servizio. Stessa cosa per Radiologia, e questo è molto penalizzante. Non ci saranno medici e tutto dipenderà da Pescara», commenta il segretario regionale della Fials, Gabriele Pasqualone. «Sentirò immediatamente il direttore generale della Asl e l'assessore Verì», fa sapere il sindaco di Penne Mario Semproni.
Al San Massimo resta, come unità operativa complessa, solo Medicina generale, con 24 posti letto ordinari più 4 diurni. Gli altri posti letto ordinari previsti sono per Ostetricia ginecologia (2) e per l'Ortopedia (3). I 45 posti letto rimanenti, invece, saranno riservati per la lungodegenza Penne-Popoli. Continueranno a rimanere Uosd e ad avere una loro autonomia i reparti di Gastroenterologia, Chirurgia Generale, Medicina e chirurgia d'accettazione e d'urgenza, Ostetricia ed otorinolaringoiatria.
Nel piano di riordino sono state spiegate le motivazioni, e riportati i numeri, che hanno spinto a lasciare a Penne un pronto soccorso H24. Dal 2017 al 2019 il pronto soccorso del San Massimo ha fatto registrare un aumento di casi di codice giallo, passati dal 18 al 22%, mentre i codici rossi nel 2017 e nel 2019 sono stati lo 0,3% dei casi. Dai dati presi in esame, inoltre, è emerso come il 36% degli assistibili del bacino di riferimento di Penne si rivolgerebbe al pronto soccorso di Pescara, qualora non ci fosse il San Massimo, ma Pescara non riuscirebbe a sopportare questo flusso. Gli accessi al pronto soccorso del San Massimo sono stati 12.706, nel 2019 (erano 12.523 nel 2018 e 12.387 nel 2017). Nel 2020, invece, il dato è stato condizionato dalla riconversione ad ospedale Covid per dar manforte a Pescara.
Pasqualone auspica «un incontro con i vertici regionali e dell'azienda sanitaria per risolvere le problematiche che affliggono la sanità vestina».

