Ospedale, situazione congelata per 3 anni

27 Luglio 2017

POPOLI. Il manager della Asl Armando Mancini, assicura che nell'incontro di Penne di sabato scorso, convocato dal sindacato Spi Cgil, non ha parlato del futuro assetto dell'ospedale di Popoli.«Nell'in...

POPOLI. Il manager della Asl Armando Mancini, assicura che nell'incontro di Penne di sabato scorso, convocato dal sindacato Spi Cgil, non ha parlato del futuro assetto dell'ospedale di Popoli.
«Nell'incontro», scrive Mancini in una nota, «ho inizialmente spiegato le previsioni del Piano di Riordino regionale per i presidi della nostra Asl, e cioè ospedale di zona disagiata per Penne e polo riabilitativo per Popoli, illustrando la normativa nazionale in merito e le differenze che si determinano fra i diversi tipi di presidio». Mancini dice di non aver accennato all'ospedale di Popoli «né degli effetti che il cosiddetto emendamento Castricone avrà per tre anni: non credo proprio», prosegue il manager, «che i numerosi partecipanti dell'area vestina fossero venuti per questo».
In aula, però, c’erano tante persone arrivate da Popoli che hanno registrato integralmente il suo intervento, postato poi anche su Facebook. E quelle dichiarazioni hanno fatto scaturire la reazione del sindaco Concezio Galli e dell'onorevole Antonio Castricone, ritenendo che il manager Mancini avesse sorvolato su Popoli perché in condizione ormai definita. «Castricone e Galli», scrive ancora Mancini, «sanno benissimo ciò che l'Atto aziendale prevede per Popoli, avendo recepito l'emendamento e congelando la situazione attuale per i prossimi tre anni».
I popolesi chiedono che il presidio rimanga per sempre vero ospedale e per questo hanno intrapreso una lotta in questa direzione. «L'emendamento Castricone non è sceso dal cielo», dicono, «ma è stato avanzato nella prospettiva di poter dimostrare, durante i tre anni di congelamento, l'esistenza delle condizioni per un ripensamento nella valutazione delle funzioni della struttura sanitaria». (w.te.)
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