Ospedale, torna l’incubo Covid: contagiata un’addetta alla mensa

21 Agosto 2020

Penne. È un’operatrice residente a Montesilvano, in ferie dal 9 agosto e già positiva lo scorso marzo Da oggi tamponi a tutto il personale della cucina. Il sindaco Semproni: «È la seconda ondata del virus» 

PENNE. Una doccia fredda inaspettata. Dopo oltre un mese di contagi a zero torna l’incubo coronavirus all’ospedale San Massimo di Penne. Una donna che lavora nelle cucine dell’ospedale pennese è risultata positiva al coronavirus. Residente a Montesilvano, era già risultata positiva a marzo scorso insieme a suo marito. L’operatrice della mensa pennese fortunatamente è in ferie dal 9 agosto, ciononostante all’ospedale San Massimo sono stati avviati tutti i protocolli del caso per scongiurare che altro personale sia stato contagiato.
Oggi tutto il personale della cucina - una decina di persone in tutto - e tutti gli operatori che sono venuti a contatto con la donna risultata nuovamente positiva al Covid-19 saranno sottoposti a tampone e test sierologico. L’operatrice dell’azienda che si occupa del servizio ristorazione all’ospedale di Penne al momento si trova nella sua abitazione in isolamento domiciliare sotto sorveglianza Asl e non ha avuto bisogno di essere ricoverata. La speranza è che all’interno del San Massimo, tra operatori e pazienti non si annidi qualche altro positivo. Sarebbe davvero un dramma dato che a marzo scorso il grosso dei contagi nel capoluogo vestino prese avvio proprio dall’interno dell’ospedale. «Ogni volta che c’è un contagiato vuol dire che la malattia non è sconfitta», commenta il sindaco Mario Semproni, ex medico del reparto di Medicina del San Massimo e tra i primi, lo scorso marzo, a essere colpito dal Covid-19. «Considerando l’andamento mondiale vuol dire che stiamo entrando nella seconda ondata del virus. Il fatto che l’operatrice della mensa sia stata nuovamente contagiata testimonia il fatto che non c’è un’immunità. Il problema è reale e grave. La mascherina va indossata per il bene di tutti. La speranza è che si trovi al più presto un vaccino», conclude Semproni.
Solo a Penne, dall’inizio dell’epidemia i casi positivi accertati sono stati oltre 141, di cui 126 residenti a Penne. Nel numero dei positivi sono compresi anche i 14 decessi accertati. La situazione nei mesi passati è sta complessa anche a Civitella Casanova, dove si è arrivati a 42 positivi da inizio pandemia, compresi anche due decessi. Ad aprile scorso, dunque circa 4 mesi fa, oltre 700 persone residenti nella zona rossa pescarese (Penne, Farindola, Montebello di Bertona, Civitella Casanova, Picciano ed Elice) sono finite in isolamento domiciliare.
Continua intanto il lavoro al pronto soccorso del San Massimo per accertare lo stato di tutti coloro he accedono. Tutti vengono sottoposti a pre triage e tamponati, con una media di 40/50 persone al giorno. Tutte le persone positive o che presentano chiari sintomi da coronavirus vengono dirottate all’ospedale Covid di Pescara. Il reparto Covid di Penne, la Medicina 2, è stato infatti chiuso in attesa che siano effettuati i lavori di manutenzione necessari per riportarlo alla sua normale operatività.
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