Ospedale, un altro giorno di tensione

29 Settembre 2018

Poliziotti chiamati a intervenire nel reparto di Ginecologia per il marito di una paziente andato in escandescenze

PESCARA. L’ultimo episodio è di ieri mattina, questa volta ai danni di un medico del reparto di Ginecologia dell’ospedale: un uomo è andato in escandescenze contro il personale, urlando e inveendo, perché reclamava che la moglie venisse visitata. Momenti di tensione che hanno fatto temere il peggio prima che si riuscisse a verificare che la donna aveva una visita programmata a cui è stata sottoposta. A placare gli animi sono intervenuti i poliziotti del posto fisso dell’ospedale.
In coda per ore, i nervi saltano. I pazienti urlano esasperati o vengono alle mani, come è accaduto due giorni fa a un dipendente della cooperativa Diogene che fa portierato al civile. L’operatore ha preso due schiaffi da un cittadino che aveva parcheggiato l’auto nel piazzale antistante il pronto soccorso (si può sostare solo per pochi minuti dopo aver accompagnato un familiare nel presidio sanitario) dopo averlo invitato a lasciare libero il passaggio. E il cittadino, prima di andare via, lo ha schiaffeggiato. Sono solo gli ultimi episodi di violenza verbale o fisica da parte dell’utenza dell’ospedale che mettono quotidianamente a rischio l’incolumità di chi ci lavora: operatori sanitari, poliziotti del posto fisso, guardie giurate e vigilantes che ogni giorno, ma soprattutto la notte, hanno a che fare con squilibrati, tossicodipendenti e pazienti esasperati dalle lunghe attese al pronto soccorso con codici verdi o gialli in mano. È di pochi giorni fa l’episodio della guardia giurata aggredita e morsa a una mano mentre cercava di bloccare una tossicodipendente diretta nei reparti; all’inizio di agosto era toccato a un poliziotto del posto fisso che ha rimediato un pugno in faccia (25 giorni di prognosi) da un paziente che aveva invitato a calmarsi mentre sbraitava in attesa del suo turno al pronto soccorso. Più o meno la stessa cosa capitata al collega qualche mese prima: ancora al pronto soccorso un paziente che se la prendeva con medici e infermieri per una medicazione. Quando il poliziotto in borghese si è avvicinato qualificandosi, l’altro si è strappato la flebo e il sangue è schizzato sul volto del poliziotto che ha dovuto sottoporsi a profilassi anti epatite C per un anno e mezzo. (c.co.)