Ospedali, decise le regole per evitare nuovi contagi

La Regione approva l’atto che uniforma l’assistenza sul territorio abruzzese L’assessore Verì: stabiliti i percorsi per gestire pazienti e cure farmacologiche
PESCARA. Uniformare su tutto il territorio regionale i percorsi di presa in carico e cura delle persone colpite dal virus. È l’obiettivo del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per la gestione dei pazienti Covid-19, messo nero su bianco attraverso un documento che, come sottolineato dall’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, «disciplina la gestione del paziente sia nella forma territoriale, sia in quella ospedaliera che per quanto riguarda la terapia farmacologica», delineando anche quali sono le procedure da attivare nella fase post infezione. L’elaborato approvato in giunta è stato illustrato ieri insieme al commissario dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza, al direttore del Dipartimento regionale sanità, Claudio D’Amario e alla dirigente regionale Stefania Melena.
La consapevolezza degli esperti è che percorsi efficaci e sicuri sono la migliore modalità per fornire buona assistenza ai pazienti con infezione da Sars-Cov2 proteggendo anche quelli non Covid. Ed allora così si fa fronte all’emergenza epidemiologica in atto e all’aumento del numero dei pazienti che accedono ai presidi ospedalieri abruzzesi.
SINTOMI E INTERVENTI. Nella gestione territoriale del paziente la presa in carico segue precise modalità.
Per un paziente positivo ma asintomatico non è necessario alcun intervento particolare se non la sorveglianza sanitaria ed eventuale contatto telefonico con il medico di medicina generale. Quando la persona positiva presenta sintomi respiratori lievi, temperatura pari o superiore a 37.5 gradi, tosse e sintomi da raffreddamento senza fame d’aria, le indicazioni vogliono che ci sia un contatto telefonico quotidiano del medico di medicina generale e la valutazione caso per caso in relazione all’età del paziente e la coesistenza di patologie diverse.
Per un paziente con sintomatologia severa come Ards (sindrome da distress respiratorio), insufficienza respiratoria globale, scompenso emodinamico, insufficienza multiorgano, c’è l’intervento del 118.
LE USCA. Si attivano le Usca - Unità speciali di continuità assistenziale - in caso di paziente positivo lieve, ma con più di 70 anni, presenza di più patologie e rischio di aumentata mortalità, temperatura uguale o superiore a 37.5 gradi, tosse da lieve a moderata o incremento progressivo della tosse.
Stesso discorso vale per i pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero o dimesso con patologia Covid-19 e con gli stessi sintomi appena indicati, oltre che per quelli con sintomi respiratori anche modesti, ma con febbre perdurante da oltre quattro giorni, dispnea, positività o fondato sospetto di contagio. Le Usca vengono attivate dal medico di medicina generale, pediatra di libera scelta o medico di continuità assistenziale. Proprio il medico Usca stabilirà con quale priorità effettuare le visite, sulla base di una serie di parametri che saranno valutati e che consentiranno di intervenire in caso di necessità.
TABELLA NEWS. I parametri verranno valutati sulla base di una tabella (denominata News): dall’incrocio dei dati si ottiene un coefficiente, che sarà utilizzato per stabilire i passaggi successivi.
Questa tabella diventa centrale anche per la gestione dei pazienti che accedono ai pronto soccorso degli ospedali: il pre-triage medico all’ingresso, infatti, dovrà tenerne conto per stabilire se il paziente dev’essere avviato al percorso Covid o può essere rinviato alla gestione territoriale.
Nel primo caso è prevista una serie di esami diagnostici, tra i quali la Tac toracica, valutazione dell’ossimetria, emocromo, assetto epatico, esami cardiologici, sierologici e tampone molecolare di controllo.
Al termine della valutazione, il paziente viene ricoverato in degenza ordinaria Covid o in degenza subintensiva. Coloro che invece accedono in pronto soccorso già con valutazione rianimatoria, vengono inviati in terapia intensiva, per la correzione del quadro clinico con l’utilizzo di supporti ventilatori e farmacologici.
FARMACI. Nel Pdta viene stabilito, infine, come somministrare le terapie farmacologiche a base di eparine a basso peso molecolare, corticosteroidi, antivirale Remdesevir, antibiotici, immunomodulatori, supporti respiratori e plasma da pazienti convalescenti.

