Ospedali, declassamento sospeso

Su decisione della Asl, a Penne e Popoli la riorganizzazione non partirà dal primo ottobre
PENNE. Sospiro di sollievo per l'ospedale di Penne e per quello di Popoli. La riorganizzazione sanitaria e il conseguente declassamento in “ospedale di area disagiata” non avverrà a partire dal prossimo 1° ottobre. Un rinvio, sine die, motivato per il San Massimo di Penne dal direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini, essenzialmente da due ragioni: il piano adottato prevede una tempistica di interventi che, considerate le sopraggiunte necessità di verifica della struttura pennese dovuta agli ultimi eventi sismici, non può essere osservata fedelmente; e per via del ricorso al Tar presentato dai Comuni dall'area vestina su iniziativa dell'ente pennese.
Il declassamento del San Massimo è stato solo rinviato, ma la speranza di tutti è che Regione e Asl capiscano l'importanza di avere un ospedale di base per la provincia pescarese a supporto del Santo Spirito di Pescara. Il rinvio del declassamento del presidio pennese agevolerà anche l'ospedale civile di Pescara che, altrimenti, rischierebbe una implosione dovendo accogliere anche molti degli utenti che usufruiscono dei servizi del San Massimo. Il declassamento a ospedale di area disagiata, una volta entrato in vigore, comporterebbe per il San Massimo una perdita di oltre 50 posti letto e di molti servizi importanti. Medicina e geriatria, che oggi contano rispettivamente di 17 e 19 posti letto, verrebbero accorpate in un'unica area da 30 posti. L’area chirurgica, sempre in base alla riorganizzazione decisa dalla Regione, rimarrebbe con 2 posti letto per Chirurgia, oggi ve ne sono 12, e 2 per Ortopedia, che ora invece ne conta 9. L'area chirurgica e tutte le sue attività verrebbero coordinate e stabilite con l'unità operativa complessa di anestesiologia dell’ospedale di Pescara. La Cardiologia da 7 posti letto verrebbe azzerata. Anche il pronto soccorso, considerata la perdita di molti servizi , uscirebbe fortemente penalizzato dal riordino. Il rinvio del declassamento è stato accolto con soddisfazione dall'amministrazione comunale. «È una notizia sicuramente rassicurante che ci consente ora di lavorare con più determinazione affinché l’ospedale San Massimo rimanga ospedale di base nella riorganizzazione della rete ospedaliera regionale», ha detto il sindaco Mario Semproni. «Questa notizia, poi, testimonia come l’attuale amministrazione comunale sia autorevole e non tenga conto di logiche politiche quando deve tutelare gli interessi della comunità. La sospensione del termine previsto per il declassamento dell’ospedale», ha concluso Semproni, «è solo un primo passo, ma non abbiamo ancora vinto la battaglia, la strada è lunga. Ora è necessario lavorare tutti insieme, sindaci dell’area vestina compresi, per salvare i servizi del nostro territorio».
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