Ospedali e bilancio da 6 miliardi Martedì la doppia approvazione

Il centrodestra si gioca tutto in un giorno. L’opposizione abbandonerà l’aula per protesta
L’AQUILA. Marco Marsilio punta alla preda più grande: centrare in un solo giorno il doppio via libera alla nuova rete dei 16 ospedali d’Abruzzo e alla Manovra regionale che, ad occhio e croce, dovrebbe superare i 6 miliardi di euro di cui non meno del 70% è rigorosamente destinato alla voce sanità. Tutto ciò accadrà martedì prossimo
Sarà il giorno più lungo per la politica abruzzese impegnata nella campagna elettorale per le regionali. Il centrodestra, che ricandida il governatore uscente, si gioca un doppio asso di fine legislatura. Le opposizioni, composte da Pd, M5S e civici, cercheranno invece di rovinare la festa a Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. E il Consiglio regionale, che aprirà i battenti alle 11, si trasformerà in un campo di battaglia.
Lo scenario è già definito a differenza di quanto accadrà in giunta, probabilmente nel primo pomeriggio, dove il centrodestra guidato dal governatore Marsilio, rischia l’effetto imbuto. Andiamo con ordine.
LA PRIMA TAPPA.
In Consiglio la legge di riordino della rete ospedaliera deve tagliare il traguardo senza alcun intoppo: è questo l’ordine di scuderia della maggioranza che annuncia, già da ora, di voler applicare la cosiddetta “tagliala” per cancellare, con un colpo di spugna, i sessanta emendamenti d’aula che saranno presentati dalla minoranza per modificare, e magari migliorare, la legge sugli ospedali. Che in quanto a vizi occulti ne ha certamente uno perché rinvia al 2026 la decisione su quali dei quattro ospedali principali, tra L’Aquila, Teramo, Pescara e Chieti, può ambire al titolo di Dea di II livello.
Solo due di essi potranno esserlo ma la scelta slitterà di 36 mesi anche per non accendere guerre di campanile in piena campagna elettorale del 2024. Se le opposizioni si azzarderanno ad emendare la legge di riordino della rete ospedaliere, il centrodestra eliminerà l’ostacolo e farà scattare da subito “ghigliottina”. Andrà certamente in questo modo. Ad annunciarlo infatti sono Massimo Verrecchia e Silvio Paolucci, capigruppo di FdI e Pd, i partiti azionisti di maggioranza dei due schieramenti rivali.
LA MOSSA ECLATANTE.
A questo punto però scatterà la contromossa della minoranza che si alzerà dalle sedie e abbandonerà compatta l’aula del Consiglio regionale lasciandola completamente in mano al centrodestra che, da solo, approverà la legge sugli ospedali. I numeri per farlo li ha, grazie ai vari cambi di squadra a discapito dell’opposizione che hanno contraddistinto i mesi che hanno preceduto l’inizio della corsa elettorale.
Ma la mossa estrema dell’Aventino, annunciata dalla minoranza, farà parlare molto di più di una resa in aula senza colpo ferire.
LE CASSE DELLA REGIONE.
Passiamo alla giunta che, come si diceva, rischia un effetto imbuto per un oggettivo ritardo che la maggioranza ha accumulato negli ultimi mesi e ora si ritrova a correre contro il tempo. La conferma arriva dal fatto che sul tema bilancio le bocche restano cucite. Diventa difficile persino conoscere l’importo della manovra regionale che però, alla fine, trapela ed è superiore ai sei miliardi di euro la cui fetta più consistente sarà destinata al capitolo della sanità regionale.
Ma sugli stanziamenti più importanti, legati ai Fondi europei, sarebbe ancora aperto il confronto con il governo per quanto riguarda le compartecipazioni della Regione che propone di utilizzare gli Fsc, ma non è detto che possa farlo. Per di più, sempre in giunta, dovranno passare l’aggiornamento del Defr, il documento economico finanziario che traccia le linee del Bilancio e che, insieme alla legge di Stabilità e al cosiddetto Milleproroghe, andrà a costituire il pacchetto di norme da approvare entro fine anno. Ecco perché la maggioranza rischia l’ingorgo martedì, il giorno in cui in Consiglio approverà anche il piatto grosso di fine mandato. Questo può fare slittare l’esecutivo al 14 dicembre. Ma dal centrodestra ostentano sicurezza: il 27 dicembre la Manovra arriverà in aula, afferma Verrecchia, capogruppo del partito di Marsilio. Ed è un obiettivo possibile perché il parere dei revisori dei conti non è più vincolante.
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