Ospedali e pronto soccorso potenziati col piano Covid

16 Giugno 2020

I posti di terapia intensiva salgono a 189, quattro maxi aree per strutture mobili

L’AQUILA. Un incremento di 158 posti letto – 66 per le terapie intensive e altri 92 per quelle subintensive – negli ospedali di L’Aquila, Avezzano, Pescara, Chieti e Teramo. Riqualificazione di tutti i pronto soccorso. Incentivi al personale. Maxi aree nelle quattro province per eventuali ospedali da campo. È quanto contempla il piano della Regione Abruzzo per il riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid passato ieri prima all’esame della V Commissione sanità presieduta dal consigliere Mario Quaglieri (segretario il consigliere Simone Angelosante) e successivamente approvato dalla giunta. Piano che per essere operativo dovrà ottenere il benestare del ministero della Salute. «I posti sono stati distribuiti in modo equo sul territorio in base a popolazione e numero di ricoveri per pandemia», sottolinea Nicoletta Verì, assessore alla Salute. Solo per i pronto soccorso è previsto un investimento per complessivi 8 milioni 340mila 092 euro, di cui 3 milioni 900mila euro a carico della Regione. La dotazione regionale della terapia intensiva passa a 189 posti. C’è anche un cronoprogramma dettagliato nel piano elaborato dal direttore del Dipartimento sanità, Claudio D’Amario: ultimi interventi a dicembre perché lo scopo, come da documento, è quello di «rendere strutturale la risposta all’aumento della domanda di assistenza, in grado di fronteggiare in maniera adeguata le emergenze pandemiche come quella da Covid-19 e, soprattutto, gli eventuali accrescimenti improvvisi della curva infettivologica».
ASL AVEZZANO-SULMONA-L’AQUILA. All’ospedale San Salvatore dell’Aquila i posti letto di terapia intensiva passeranno da 8 a 16 (i primi 4 entro tre mesi dall’approvazione ministeriale del piano, gli altri entro 9 mesi). Per la terapia subintensiva sono 15 i posti da attivare. Ad Avezzano l’incremento del numero di posti di terapia intensiva è da 6 a 14. I primi quattro entro 3 mesi (si tratta di fare opere murarie e impiantistiche minimali), mentre la conclusione definitiva dei lavori di ristrutturazione è fissata in 9 mesi. In caso di ricoveri Covid, fino alla chiusura del cantiere, sarà utilizzato l’edificio G8 dell’Aquila. Sei, invece, i posti di terapia subintensiva ad Avezzano. Per la provincia dell’Aquila, infine, la Asl ha individuato come area idonea all’arrivo di una struttura movimentabile, da attivare in risposta a eventuali ulteriori picchi di domanda ospedaliera a seguito di incremento della curva epidemica, una zona dell’Interporto di Avezzano (circa 10mila metri quadri), adiacente al casello autostradale.
ASL LANCIANO-VASTO-CHIETI. È previsto il potenziamento dell’ospedale clinicizzato di Chieti, rimodulando la rete sul modello hub e spoke con gli ospedali di Lanciano e Vasto «per le attività programmate e garantendo le funzioni e la flessibilità alla rapida conversione». I posti letto aggiuntivi in terapia intensiva a Chieti sono 18. Quelli di semi-intensiva sono 26: sette a Pneumologia e 19 a Malattie infettive. La Regione mette a disposizione nel presidio ospedaliero di Atessa una dotazione di 42 posti letto di riabilitazione cardio-polmonare per pazienti Covid guariti ma che necessitano di assistenza riabilitativa, a servizio della rete regionale. L’eventuale struttura mobile è individuata in parte del parcheggio lato ovest dell’ospedale di Chieti (metri quadri di 3.700 circa).
ASL DI PESCARA. La rimodulazione della rete della Asl di Pescara prevede: 12 posti letto di nuova istituzione al settimo piano dell’ospedale Covid (palazzina ex Ivap) e ulteriori 4 posti letto di terapia intensiva pediatrica; nell’Unità operativa di malattie infettive 15 posti letto, di cui 6 da riconvertire in semi-intensiva infettivologica al sesto piano di ospedale Covid; nell’Unità operativa di pneumologia 12 posti letto, di cui 6 da riconvertire in semi-intensiva pneumologica al quinto piano di ospedale Covid; nell’Unità operativa di geriatria 6 posti letto di semi-intensiva geriatrica, di riconversione e collocazione al settimo piano ospedale Covid; nell’Unità operativa di medicina 6 posti letto di semi-intensiva medica, di nuova collocazione al settimo livello di ospedale Covid. Per quanto riguarda il cronoprogramma di attivazione dei posti letto aggiuntivi necessari, nel documento si evidenzia che «nelle more di un potenziamento degli organici, attualmente in carenza, il personale strutturato in Asl non è sufficiente ad attivare i posti letto aggiuntivi, se non tramite ricorso sistematico al lavoro in plus orario incentivato in libera professione». Eventuali strutture mobili a Pescara sono individuate nel sottopasso ferroviario prospiciente via Enzo Ferrari (cosiddetto mercatino etnico), di circa 1.800 metri quadri, e nel relativo spazio di pertinenza, di circa 500 metri quadri, antistante l’area di risulta (nota sindaco di Pescara dell’8 giugno).
ASL TERAMO. L’attivazione ex novo di 14 posti di terapia intensiva è prevista nel Lotto III del Mazzini di Teramo (entro 3 mesi dall’affidamento dei lavori a seguito dell’approvazione della rete Covid). In considerazione che l’ospedale di Teramo, nella rete hub e spoke, rappresenta un riferimento regionale della cardiochirurgia, si prevede l’attivazione di due posti aggiuntivi di terapia intensiva cardiochirurgica nel II Lotto dell’ospedale, sede del Dipartimento cardio-toraco-vascolare. Sono 21, invece, i posti letto di terapia semi-intensiva. Per un’eventuale area mobile viene individuata la zona adiacente l’elisuperficie (2.324 metri quadri).
PRONTO SOCCORSO. Sulla base delle linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza Covid, le direzioni Asl devono provvedere a riorganizzare e ristrutturare i pronto soccorso del proprio ambito territoriale «con l’obiettivo prioritario di separare i percorsi e dotarsi di aree di permanenza dei pazienti in attesa di diagnosi e con la espressa previsione dei seguenti requisiti: aree di pre-triage distinti; ambulatorio per sospetti Covid19 o potenzialmente contagiosi in attesa di diagnosi; area di attesa dedicata a sospetti Covid19 e area dedicata per soggetti in attesa di esito tampone; percorso specificatamente individuato per pazienti Covid-19; accesso diretto e percorsi dedicati di mezzi di soccorso e spazi di attesa sospetti in barella; diagnostica radiologica dedicata». Ogni Asl «deve sviluppare per i rispettivi pronto soccorso uno specifico progetto per ottimizzare l’attività di triage».
4 AMBULANZE. Così nel piano inviato al ministero: «La peculiare conformazione territoriale caratterizzata dalla presenza di aree considerate geograficamente e meteorologicamente ostili o disagiate, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria complessi, richiede l’attivazione di una ambulanza di soccorso avanzato (Msa ) per ciascuna Asl». Per l’operatività di tali mezzi di trasporto, «le Asl potranno assumere personale medico, infermieristico e operatore tecnico con decorrenza 15 maggio 2020».
PERSONALE. Per le attività di terapia intensiva è riconosciuta per l’anno 2020 la possibilità di incrementare gli incarichi di lavoro autonomo e di collaborazione coordinata e continuativa, nonché le assunzioni di personale dipendente con contratti a tempo determinato. Per le attività di terapia semi intensiva, il costo della dotazione del personale non viene finanziato, in quanto è ricompreso nella spesa già sostenuta. Per far fronte alle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla diffusione di Sars-CoV-2, il governo assegna alla Regione Abruzzo risorse pari a 4.138.727,24 euro «per far fronte all’incremento di incarichi di lavoro».
GLI INCENTIVI. Il pianto prevede un incremento dei fondi contrattuali che in Abruzzo è di 4.160.625,27 euro, così ripartiti: ruolo sanitario (dirigenza 27% e comparto 59%), ruolo tecnico (comparto 13%), ruolo professionale (dirigenza 0,1%) e ruolo amministrativo (dirigenza 02% e comparto 0,7%).
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