Ospedali, il nuovo piano affronta l’esame decisivo

Domani il tavolo di monitoraggio con i ministeri della Salute e dell’Economia Con quattro presìdi di livello superiore cancella la rete proposta dall’ex giunta
PESCARA. La riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese affronta un esame decisivo. Domani sarà sottoposta al vaglio del Tavolo di monitoraggio nazionale composto dai ministeri della Salute e dello Sviluppo economico.
L’incontro avverrà in videoconferenza e parteciperanno, per conto della Regione, il direttore del Dipartimento di Salute e Welfare, Claudio D’Amario, e il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza, con la possibile presenza dell’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì.
IL QUADRO. Il nuovo assetto prevede 16 ospedali pubblici e sette privati, con quattro presidi – quelli dei capoluoghi di provincia – che avranno la qualifica di Dea di II livello, quattro Dea di I livello, sei ospedali di base e due di area disagiata, per un totale di 4.912 posti letto (contando anche quelli delle strutture private), di cui 4.015 per acuti, 624 per la riabilitazione e 273 di lungodegenza.
Le Unità operative complesse (Uoc) sono 220 mentre le Unità operative semplici e dipartimentali 287.
All’esito delle valutazioni del Tavolo di monitoraggio, il piano approderà in commissione e poi in consiglio per l’approvazione definitiva.
OLTRE LA LORENZIN. Qual è la differenza sostanziale rispetto al piano di riordino ospedaliero concepito, ma mai realizzato, dall’ex giunta di centrosinistra? La risposta, in estrema sintesi, è che l’articolazione della nuova rete supera l’impostazione del “Decreto Lorenzin”, che prevedeva in Abruzzo la presenza di due Dea di II livello (Pescara-Chieti e L’Aquila-Teramo).
Ora si parla invece di quattro ospedali «con funzioni integrate di Dea di II livello»: L’Aquila e Pescara per le reti stroke (ictus) e politrauma/trauma maggiore; Chieti e Teramo invece per la rete emergenze cardiologiche estese. A questi si aggiungono altri quattro presidi di I livello: Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Mentre Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero vengono accreditati come ospedali di base dotati di pronto soccorso. A seguire Castel Di Sangro e Atessa, inquadrati come presidi di area disagiata, sempre sedi di pronto soccorso.
I posti letto nei presidi pubblici, in base alla nuova programmazione, sono 3.921, così suddivisi a livello provinciale: 956 nella Asl di Teramo, 865 in quella di Pescara, 1.183 nella Asl di Chieti e 917 nella Asl dell’Aquila.
I “RIPESCAGGI”. Infine sono state ridefinite anche le funzioni dei presidi di Tagliacozzo, Pescina e Guardiagrele. Nel primo dei tre sono previsti 52 posti letto di riabilitazione (motoria, cardiologica e polmonare).
A Pescina vengono invece programmati 20 posti letto di lungodegenza a supporto dell’ospedale di Avezzano, oltre che due moduli (ognuno di 15 posti letto) per l’ospedale di comunità. E Guardiagrele diventa polo del policlinico di Chieti con 10 posti letto per le acuzie (di cui 5 in medicina e 5 in geriatria) e altri otto posti letto per la lungodegenza, oltre a un servizio di psichiatria. Nella programmazione, inoltre, sono previste le emodinamiche a Vasto e Avezzano, mentre viene mantenuto aperto in deroga il punto nascita di Sulmona.

