Ospedali, la nuova mappa della Regione

Quattro poli d’eccellenza in rete, pronto soccorso in tutti i presìdi, accordo di confine con il Molise per l’Emodinamica
PESCARA. È un cambio di prospettiva di peso e di numeri, rispetto all’ormai storico decreto Lorenzin, il piano che l’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo Nicoletta Verì ha inviato a Roma e che ieri ha illustrato ai membri della Commissione Salute del Consiglio regionale. Innanzitutto vengono messi da parte le prescrizioni sul bacino di utenza previste dal decreto sui Dea di II livello, ossia sui super-ospedali. Il piano regionale non prevede più un bacino di 600 mila abitanti, ma una semplice proiezione provinciale. I super ospedali diventano quattro (almeno in via provvisoria, in vista di una riqualificazione edilizia e tecnologica delle strutture): uno per provincia, organizzati in rete con gli altri ospedali in modo da garantire l'assistenza al paziente «in totale sicurezza», ha detto l’assessore, garantendo «la continuità dei percorsi assistenziali a chiunque, in qualunque area della regione viva».
Resta la classificazione e il ruolo degli ospedali di Lanciano, Vasto, Avezzano, Giulianova, Sant'Omero e Atri. Per Vasto si cerca di salvare Emodinamica. L’ipotesi è di stipulare un accordo di confine con la Regione Molise, al fine di implementare le attività di emodinamica del presidio di Vasto.
Per Penne viene richiesta la classificazione di ospedale di base, sede di pronto soccorso. Il numero di posti letto previsto è di 91, a cui se ne aggiungono altri 10 ordinari. Nel dettaglio: al San Massimo ci saranno 10 posti di chirurgia generale, 52 di medicina generale, 15 di lungodegenza, 3 di ostetricia e ginecologia, 3 di otorinolaringoiatria, 8 di artroscopia e traumatologia.
Popoli sarà centro regionale di riferimento per la riabilitazione (ospedale di base con sede di pronto soccorso), con 100 posti letto per post-acuti, di cui 80 per la riabilitazione cardiorespiratoria e motoria e 20 per le gravi cerebrolesioni acquisite. A questi si aggiungono 38 posti letto per l'attività di supporto all'ospedale di Pescara: 4 di chirurgia generale, 25 di medicina generale, 4 di anestesia e 5 di ortopedia.
Per Atessa l’assessorato intende reiterare la richiesta per il riconoscimento dell'ospedale di zona disagiata, con 20 posti letto di medicina generale e 5 per la day surgery.
Anche per Castel di Sangro viene confermata la richiesta di ospedale di area disagiata con 34 posti letto, di cui 18 di medicina generale, 4 di chirurgia generale, 4 di ortopedia, 8 di lungodegenza. A questi si aggiungono 6 posti letto diurni.
Ortona conferma la sua vocazione di ospedale della donna, con una dotazione di 93 posti letto ordinari: 12 per la chirurgia generale oncologica, 9 per la chirurgia senologica, 9 per la chirurgia ginecologica, 24 per la lungodegenza, 10 per la medicina generale, 20 per la geriatria, 9 per l'ortopedia. Sono previsti anche 20 posti diurni, per garantire anche i servizi di procreazione medica assistita e per la clinica dermatologica.
Guardiagrele viene riqualificato come “stabilimento ospedaliero con sede di pronto soccorso, funzionale al presidio ospedaliero di Chieti”, sul modello di quanto già sperimentato a Ortona. La proposta dell’assessorato prevede 45 posti letto per acuti e post acuti: 15 di geriatria, 10 di medicina e 10 di lungodegenza.
Si prevede il mantenimento dei pronti soccorso in tutti i presidi, compreso quello di Guardiagrele.
L’ospedale di Sulmona viene allineato alle funzioni di primo livello, vista la forte richiesta di deroga alla programmata chiusura del relativo Punto nascita. «La nuova istanza», ha spiegato Verì, «è motivata, oltre che dalla specifica collocazione geografica del presidio, anche dalla pianificazione di un potenziamento organizzativo della dotazione organica, con l'adeguamento agli standard di sicurezza previsti dalle norme vigenti, laddove i requisiti strutturali e tecnologici risultano già rispondenti alla normativa nazionale».
A Teramo infine viene mantenuta la Neurochirurgia.
Complessivamente è previsto un aumento dei posti letto ospedalieri dagli attuali 4.207 a 4.803.
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