Ospedali, oggi battaglia in aula Pronti seicento emendamenti

12 Dicembre 2023

Rete territoriale al vaglio del Consiglio regionale: il centrodestra prepara la tagliola

L’AQUILA. Da una parte i 600 e passa emendamenti dell’opposizione. Dall’altra la tagliola ben affilata dalla maggioranza di centrodestra, pronta a farli cadere tutti insieme approvando una legge blindata per il riordino della rete ospedaliera. In una sorta di morra cinese in cui la forbice – come si sa – batte sempre la carta. L’anteprima della Manovra regionale, che approderà in aula il 27 dicembre, come assicurano dalla maggioranza, va in scena stamani alle 11 a Palazzo dell’Emiciclo. Dove si preannuncia battaglia tra opposti schieramenti. Alla vigilia della seduta-madre dell’assemblea regionale – nessun progetto per i singoli ospedali può prescindere, del resto, dall’approvazione del piano complessivo di riordino – il presidente della giunta abruzzese Marco Marsilio ha rivendicato al governo regionale di centrodestra la paternità di aver «sbloccato» tutta l’operazione.
marsilio: «merito nostro»
«Noi», ha detto il presidente della Regione intervenendo al convegno “La Sanità del futuro-Un bene indivisibile da Nord a Sud” promosso al ministero da Inrete, «avevamo dal 1998 oltre 300 milioni di fondi per l’edilizia sanitaria fermi. Abbiamo firmato con il ministro Schillaci l’accordo di programma per investirli, stanno partendo. Lunedì andrò ad Avezzano dove il consiglio comunale delibera per la cessione del terreno e verrà fatta la gara d’appalto. Costruiremo l’ospedale di Avezzano, quello di Lanciano e di Vasto. Sta partendo finalmente l’utilizzo di quei fondi, ma da 25 anni l’Abruzzo non attingeva a quelle risorse che restavano nelle casse del ministero. C’è una responsabilità generale, il percorso è un po’ troppo complesso e articolato, ma c’è anche stata da parte della Regione, nelle passate gestioni, un’incapacità di decidere e presentare progetti. Oggi, finalmente, possiamo dire che questi soldi atterrano in Abruzzo e facciamo gli ospedali dove servono».
c’è a chi piace
«È un traguardo legislativo. Non ricordo nelle legislature della Regione Abruzzo di epoca moderna che il Consiglio regionale sia stato chiamato all'approvazione della propria organizzazione sanitaria. Stiamo parlando, oltre che del servizio più importante ai cittadini, anche di quello che assorbe la maggior parte delle risorse economiche della Regione. Andremo in aula per far approvare all’assemblea legislativa dell’Abruzzo la nostra nuova rete ospedaliera ed è un momento storico per la regione». Lo dice il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri a proposito della legge sul riordino. «Disegniamo la sanità del futuro, almeno nella parte organizzativa e dei servizi», sottolinea Sospiri. «Abbiamo fatto un grande sforzo per evitare i duplicati, per alzare il livello degli ospedali, per determinare la presenza della sanità sia nei grandi centri sia nei centri più piccoli e per assicurare una rete efficiente dell'emergenza-urgenza. Prima del parere positivo informale che i ministeri competenti hanno già dato al progetto di legge, molte nubi incombevano su tanti reparti degli ospedali principali e addirittura sull'esistenza di alcuni ospedali cosiddetti minori. Oggi noi abbiamo alcune certezze che vengono riconosciute. Abbiamo dei Dea di primo livello e abbiamo dei Dea di secondo livello, ovvero ospedali altamente specializzati, che, anche per motivi orografici, sono funzionalmente suddivisi nelle competenze tra gli ospedali di Pescara e di Chieti, di Teramo e dell’Aquila. L’approvazione della rete sanitaria consentirà di attingere ai soldi stanziati per la nuova edilizia sanitaria, quindi per realizzare i nuovi ospedali che da tanto tempo questa regione attende. Strutture vetuste e antiche sono solo strutture non funzionali e sono anche più costose, perché è un’edilizia di molti decenni fa. Questo vuol dire risparmiare e poter investire sui servizi offerti».
e a chi non piace
Di tutt’altro parere rispetto al presidente dell’assemblea regionale sono gli esponenti dell’opposizione, i quali preannunciano battaglia in occasione della seduta di stamani. Finora una delle poche certezze sono i 600 emendamenti (fino a ieri ne aveva presentati 200 il solo Domenico Pettinari, consigliere del Movimento 5 Stelle e vicepresidente dell’assemblea) che saranno portati in aula dalla minoranza per tentare di modificare la legge sulla mappa degli ospedali. Il resto delle strategie è tutto da decidere. «Si capirà da subito se il centrodestra intende aprire a modifiche o meno», afferma Silvio Paolucci, capogruppo del Partito Democratico all’Emiciclo. «Non si può non evidenziare», sottolinea, «che questa è l’unica giunta regionale che arriva a pochi mesi dal voto a presentare la rete ospedaliera, atto di programmazione, dopo 5 anni di attività sanitaria portata avanti, evidentemente, senza un progetto. La legge è destinata a essere un pezzo di carta non attuato, specialmente in relazione al differimento di 36 mesi sulla scelta del Dea di secondo livello. Chiunque vinca le elezioni sarà chiamato a rifare tutto daccapo». La bagarre in aula è stata già anticipata in commissione. «L’arroganza dispotica del centrodestra», ha dichiarato Francesco Taglieri (capogruppo M5S), «si abbatte su migliaia e migliaia di abruzzesi»
©RIPRODUZIONE RISERVATA