«Ospitare i migranti nel Centro per minori in stato d’abbandono»

13 Giugno 2018

Città Sant’Angelo, proposta del presidente dell’Asp Recubini per aprire uno Sprar o un Cas e utilizzare i fondi nazionali

CITTA’ SANT’ANGELO. Trasformare il Centro per Minori in abbandono in uno Sprar. E' la proposta di Dario Recubini, presidente dell’Azienda servizi alla persona (Asp) di Pescara, per superare la situazione di degrado della struttura in contrada San Martino cambiando temporaneamente la funzione a cui era destinata.
Qui doveva nascere il centro di recupero per minori in disagio psichico della Provincia di Pescara: l'accordo di programma tra Comune e amministrazione provinciale è stato approvato a novembre del 2007, ma dopo aver investito quasi 2 milioni di euro tutto si è fermato perché mancavano i soldi per concludere. Adesso la gestione è passata alla Asp di Pescara.
«Nel Centro per Minori devono essere ripristinati gli impianti elettrici, risistemati muri e infissi vandalizzati», spiega Recubini. «Servono circa 300 mila euro: la mia idea è che 150 mila euro si possano attingere dai finanziamenti nazionali e comunitari per l'accoglienza ai migranti». Gli altri 150 mila euro li metterebbe la Asp. Questa soluzione vincolerebbe per 6 anni il Centro alla nuova funzione di Sprar: al termine si potrebbe ritornare alla destinazione originaria a sostegno dei minori (l'affidamento alla Asp di Pescara dura 29 anni). «Ma va evidenziato che questo tipo di strutture sono ormai cadute in disuso», ricorda Recubini, «è raro che i ragazzi vengano mandati in un centro di accoglienza specialistico, si preferisce lasciarli nelle famiglie». L'idea di uno Sprar a Città Sant'Angelo piace al gruppo consiliare di minoranza SiAmo, che considera entrare nel sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati il modo migliore di superare le criticità dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria). Sul territorio angolano ci sono due Cas, il più importante nell'hotel Torre del Moro a Madonna della Pace. «Il regime di emergenza diventa la scusa per accettare situazioni e criticità, descritte come temporanee» lamenta il consigliere Lucia Travaglini. Altro problema segnalato dai consiglieri SiAmo sono i migranti in giro per la contrada a notte fonda, segno che mancano i necessari controlli sulle persone nei Cas. «Sappiamo che è previsto un appello alla sera, secondo un protocollo che nessuno di noi ha mai potuto visionare», aggiunge Travaglini. Non è chiaro, dunque, se tutti i migranti rispettino le regole. Diversa la situazione nel Cas del centro storico, dove vivono solo 15 persone in due mini appartamenti di proprietà della Asp. Sull'ipotesi di un ingresso nella rete Sprar deve esprimersi l'amministrazione comunale che è stata, fino ad oggi, molto cauta: secondo il sindaco Florindi ci sono «pro e contro da valutare», ma non esclude di aderire allo Sprar «se potrà andare a giovamento della nostra comunità».