Pescara

Ostello per i migranti, mobilitazione dei residenti: «Rischiamo di entrare in contatto con gente pericolosa»

20 Settembre 2026

Pescara, via Maestri del lavoro, nasce il comitato cittadino “Pescara Gesuiti”: «Servono garanzie di sicurezza». Domenico Pettinari: «Gli immigrati rischiano di essere buttati lì dentro senza alcuna assistenza». L’assessore Sulpizio: «Struttura rivolta a persone regolari, ma che non ce la fanno a mantenersi»

PESCARA. «Sul progetto c’è scritto che gli immigrati, una volta accolti, saranno affiancati e controllati. Ma noi non ci crediamo: non è stato ancora aperto un bando per associazioni o cooperative e rischiamo di entrare in contatto con gente pericolosa». La paura di sentirsi meno sicuri nel proprio quartiere ha spinto i residenti dei Colli a organizzarsi in un comitato civico – “Pescara Gesuiti” – contro il piano dell’amministrazione comunale per l’ex mercato di via Maestri del Lavoro. In quel punto la giunta prevede la realizzazione di un ostello interculturale con zona filtro e camere per recuperare l’immobile chiuso dal 2003 e finora usato come deposito. L’intervento da 1,77 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr, che doveva essere ultimato entro lo scorso 30 agosto, ospiterà fino a 60 immigrati regolari sottratti al caporalato, ma la sfiducia dei cittadini ha indotto la portavoce del comitato, la residente Letizia Sacco, a organizzare un incontro nei locali della parrocchia Cristo Re in via del Santuario.

All’appuntamento hanno preso parte un centinaio di residenti e diversi esponenti politici dell’opposizione: i consiglieri comunali e promotori dell’incontro, Domenico Pettinari e Giovanni D’Andrea del Movimento civico “Pettinari per l’Abruzzo”, che presenteranno nei prossimi giorni un’interrogazione consiliare, il capogruppo consiliare dem Piero Giampietro e, infine, il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd). Fra i punti contestati dai residenti figurano: l’organizzazione degli ospiti e la scelta della sede perché situata «in un quartiere residenziale circondato da scuole e attività» anziché considerare altri immobili (come ad esempio, l’ex casa di riposo di via Arapietra chiusa dal 2004).

Le istanze saranno discusse nel prossimo Consiglio comunale. «Su questa struttura ci sono delle zone d’ombra», ha dichiarato Pettinari, «la nostra battaglia consiste nell’assicurare che questo progetto nasca nella legalità: temiamo che gli immigrati siano buttati lì dentro senza assistenza e privi di un percorso psicologico. Chiediamo un’équipe multidisciplinare con assistenti e sociologi disposti a vigilare su quella struttura. Oggi, invece, non sappiamo nemmeno se ci saranno soldi per queste figure». E il consigliere Giampietro (Pd), che già lo scorso 22 giugno aveva organizzato un primo incontro, aggiunge: «Il problema grave di questa delibera è la totale assenza di partecipazione: è stata calata sul quartiere senza il minimo coinvolgimento. Stiamo studiando soluzioni concrete».

E dal Comune viene confermata piena disponibilità al dialogo: «Siamo pronti a incontrare i cittadini per illustrare il progetto portato avanti in favore delle vittime di sfruttamento», risponde l’assessore alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio. «Sarà una struttura rivolta a persone regolari sul nostro territorio, che hanno un regolare contratto di lavoro e che sono state vessate e non ce la fanno a mantenersi. Vogliamo contrastare l’intolleranza e l’indifferenza che purtroppo appaiono sempre più dilaganti sul nostro territorio accompagnati da un pregiudizio che viene cavalcato dal gruppo del consigliere comunale Pettinari. Si parla tanto di integrazione ma nessuno la vuole mettere in pratica, e tanto meno vuole che accada sotto casa propria». Poi conclude: «La struttura sarà gestita da personale ad hoc».