Ottimismo per la crescita del Pil

Potrà arrivare fino all’1,5% per i principali organismi internazionali
ROMA. I principali organismi internazionali e i centri studio privati sono concordi: la crescita del pil dell'Italia quest'anno sarà superiore all'1,1% indicato prudentemente nel Def dal governo il quale quindi, nelle prossime settimane, provvederà a rivederlo al rialzo.
L'occasione sarà la Nota di aggiornamento al Def che, secondo quanto si apprende, verrà presentata dall'esecutivo in Parlamento alcuni giorni prima del termine previsto dalla norma (27 settembre), forse già prima del 20. Ancora incerto è di quanto verrà spostata verso l'alto la previsione.
Per l'Fmi il nostro paese chiuderà il 2017 a +1,3%, per la Banca d'Italia a +1,4%, due stime entrambe di recente riviste al rialzo mentre quelle della Commissione Ue, ferme a maggio, parlano di un prudente +0,9%.
L'Abi indica invece un +1,3% mentre l'Istat rileva che se verrà mantenuto il ritmo di crescita un +1,5% è a portata di mano.
Dal Tesoro sia il ministro Padoan che il sottosegretario Baretta nei giorni scorsi hanno confermato il rialzo senza però dare cifre e, a titolo personale, il capo della segreteria tecnica del Mef Fabrizio Pagani si è spinto a dire che per il nostro paese sia possibile superare la soglia dell'1,5%.
Una stima condivisa da Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria che giovedì diffonderà le previsioni del proprio Centro Studi. Certo ci vuole ancora una lunga strada per tornare a livelli pre-crisi (l'Ocse rileva che il Pil è ancora inferiore ai livelli 2010), la crescita è comunque più lenta rispetto agli altri paesi europei e le incognite restano tutte lì: a partire dalla fine del Qe della Bce che però, pur rivedendo al rialzo la crescita dell'Eurozona, vuole muoversi con cautela.
Le tensioni geopolitiche poi restano altissime e da ultimo l'effetto degli uragani potrebbe avere un impatto sull'economia Usa.
Per l'Italia più nello specifico gli elementi di incertezza sono in primis quelli politici mentre la vicenda bancaria, seppure faticosamente e dopo aver causato danni, appare in via di soluzione.
Dopo l'aggiornamento del Def e con un Pil più consistente, l'esecutivo dovrà affrontare poi la legge di bilancio e la presentazione alle autorità europee del Documento programmatico di bilancio. Per entrambi, che hanno iter diversi, la scadenza è prevista intorno a metà ottobre ed è possibile che vengano adottati conteporaneamente.

