“Otto interviste al tramonto” con Chiara Verzella: «Ho 2 milioni di follower ma solo 5 vere amiche»

23 Luglio 2026

L’influencer di Città Sant’Angelo che spopola su TikTok si racconta a Rete8: «Gli haters? Prima ci stavo male, adesso mi fanno ridere: è l’invidia»

PESCARA. Esiste una differenza tra la vita che “scrolla” sui social e la vita di tutti i giorni e Chiara Verzella, influencer da oltre due milioni di follower, lo sa: «Mi seguono in tantissimi, ma ho pochi amici». È lei, 28 anni e orgogliosamente di Città Sant’Angelo, la protagonista della quarta puntata di “8 Interviste al tramonto” in onda questa sera alle ore 20.30 su Rete8 con la regia di Antonio D’Ottavio.

Quando ammira il tramonto, lei cosa pensa?

«Ai miei nonni, se devo essere sincera. Ho perso mia nonna Rossana che ero molto piccola, cioè avevo 16 anni, però è stata una cosa abbastanza forte. Quindi non so perché, ma da quando vedo il tramonto penso ai miei nonni».

Qual è il ricordo che ha dei suoi nonni?

«Ne ho tanti. Con i miei nonni paterni ho dei ricordi, con i miei nonni materni ne ho altri. Con mia nonna paterna ho il ricordo della cucina, cucinavamo tanto insieme. Con mia nonna materna, ho altri ricordi. Però gli abbracci... quelli mi mancano tanto».

Quindi la cucina che lei fa nei suoi video magari discende anche da questo rapporto con la nonna?

«Sì, con mia mamma e con mia nonna».

I suoi numeri sui social sono davvero dei numeri grandi, ma mi racconta un po’ com’è cominciata questa storia?

«Allora, in realtà è incominciato tutto così, per caso. Io non ho mai detto di voler essere un’influencer. Sotto Covid sono rimasta senza niente perché lavoravo con gli eventi, ero una ballerina, di conseguenza non ho avuto più niente, veramente niente».

Era disoccupata?

«Sì. Fatto sta che ho sempre amato fare video. Da quando ero proprio bimba usavo la webcam del computer di mio papà e mi divertivo a registrarli. Questa è sempre stata una mia passione e l’ho sfruttata per passare il tempo a casa, perché dovevamo stare tutti a casa. Io registravo i video, li pubblicavo ed è nato tutto da solo».

Qual è il primo video che ha fatto in quel periodo?

«Allora, in realtà uno dei primi video che ricordo – ma sono passati 6 anni — dicevo, se non mi sbaglio, i motivi per i quali dovevamo essere felici. Oppure mi divertivo a fare delle transition con i vestiti: prendevo un outfit e con delle transizioni ne mostravo altri».

E questi video hanno avuto successo?

«Sì, molto, anche se io appunto non me l’aspettavo, è stato veramente tutto casuale».

Lei lo faceva per passare il tempo?

«Per passione. Non l’ho mai fatto con l’obiettivo di dire: “Faccio l’influencer”».

Ripensando a quel video di sei anni fa, quali sono i motivi per essere felici?

«Ero molto piccola. Ho capito col tempo che si cambia tanto: ad oggi, a 28 anni, avere la famiglia in cui sono tutti felici e stiamo bene... ecco, per me essere felice in questo momento è la mia famiglia e il fatto che stiamo bene».

Sui social c’è una folla di persone che la segue. Nella vita reale, invece, lei quanti amici ha?

«In realtà ne ho pochissimi. Di mio, da quando sono piccola – non sembra per il lavoro che faccio – sono molto timida e molto chiusa. Ho la mia migliore amica e poi... guarda, se vuoi ti dico pure i nomi: Martina, Silvia, Danita, Josephine, Paola e forse basta. Vabbè, mia sorella e mio fratello, la mia famiglia, però di amiche siamo veramente in 5. Ho poche amiche».

Siete inseparabili?

«Sì, sì, sì, veramente inseparabili».

Cosa significa essere amica?

«Mi stai facendo tutte domande per cui mi viene da piangere! Per me... guarda, ho un tatuaggio qui: io ho la luna e la mia migliore amica ha il sole. Ci conosciamo dai pancioni delle nostre mamme».

Ancora prima di nascere?

«Sì. Se penso alla risposta, sinceramente mi viene in mente il nome Martina. So rispondere solo così, penso solo alla mia amica».

Quando qualcuno le chiede: Chiara, ma lei che fa nella vita?, lei come risponde?

«Allora, inizialmente mi sento un po’ a disagio, perché volente o nolente la parola “influencer” è un po’ presa di mira».

Non ha un’accezione positiva?

«No, molte volte no. È un lavoro in cui ci sono le critiche. Io le accetto; inizialmente mi facevano stare un po’ male, però le accetto. Ad oggi dico che sono una creator digitale, però so che se rispondo “sono un’influencer”, dall’altro lato c’è un punto di domanda: “Che lavoro è?”».

Ma una creator digitale cosa fa?

«Ti svegli la mattina presto e ogni giorno c’è una creatività diversa da sviluppare. Tu ogni giorno ti svegli e devi pensare: oggi cosa pubblico? Cosa porto alla mia community? Di cosa voglio parlare? Perché poi ogni volta devi un po’ reinventarti. Io sono nata in un modo, però se mi rivedo in un video di 6 anni fa dico: “Oddio, cosa pubblicavo!”. Anche perché il pubblico non vuole vedere sempre la stessa cosa. Devi pensare a cosa pubblicare e se può piacere, perché non deve piacere solo a te: molte volte a me piaceva un video, ma sapevo che alla community poteva non piacere. Facendo questo lavoro devi stare dietro anche alla nuova generazione, ai nuovi trend del momento, alle nuove canzoni. Ti svegli, apri il computer, il tablet o il telefono e vedi un po’ cosa c’è di nuovo. Ogni mese c’è qualche trend diverso, è un po’ così».

Sui social lei racconta le sue giornate. Ma la sua giornata al di fuori dei social com’è?

«Con la mia famiglia. Se ho tempo so che o vado da mia madre o vado da mio padre, oppure sto con le mie amiche. Sono molto legata alla famiglia e allo stare insieme».

Su TikTok e Instagram lei ha raccontato anche il suo matrimonio: prima, durante e dopo. In un video ha raccontato che sta insieme all’amore della sua vita.

«Sì, Alessio».

Com’è nato questo amore con Alessio?

«Allora, in realtà è nato quando ero piccolina. Lui è di Città Sant’Angelo come me, però è più grande».

Lei quanti anni aveva?

«Facevo il primo superiore. Lui, essendo più grande, giustamente non mi calcolava, non mi vedeva perché ero piccola, però io sono sempre stata innamorata. Abitavo nella casa di sua zia e mia mamma aveva la terra e le galline insieme a sua nonna. Ogni tanto veniva la mamma di Alessio e io andavo lì a sbirciare se c’era lui, ma non c’era mai. Sono sempre stata innamorata. In primo superiore mi chiese di uscire, ma io ero piccola: venne a prendermi e non ho spiccicato parola. Proprio zero! Quindi quell’appuntamento è andato male».

E poi?

«Poi, ci siamo rincontrati dopo 7-8 anni, io ormai avevo 20 anni. Ci siamo detti soltanto di andare a fare la spesa insieme e che poi saremmo andati al cinema».

Come primo appuntamento la spesa insieme?

«La spesa insieme! Abbiamo preso degli hamburger e da lì non ci siamo più separati. Lui è veramente la mia persona. Sono convinta che in quel periodo in cui ero piccola lui si sia fatto le sue esperienze e io le mie, e poi ci siamo rincontrati. Però mi è sempre piaciuto».

Cosa ha di speciale suo marito?

«Alessio è una persona d’oro, veramente d’oro. Vorrei che tutte le persone lo conoscessero perché è una persona buona, di cuore. Lui c’è sempre: se ho un problema, me lo risolve. Ma io lo amo per il suo cuore, proprio per quello che ha dentro».

Il fatto di esserci è importante?

«In realtà tutto, ti potrei fare una lista. Ad un anno di matrimonio gli ho scritto “cento motivi per cui ti amo”, un foglio lunghissimo!».

Me ne dice qualcuno?

«Lo amo perché sa tutto di me, sa cosa mi piace. Un esempio: ieri guardavamo la tv, io non gliel’avevo detto ma avevo voglia di gelato. Nel frattempo, lui mi aveva già ordinato il gelato! Sapeva che lo volevo».

C’è una connessione, insomma.

«Lui è speciale, è l’uomo della mia vita. So per certo che passeremo tutta la vita insieme».

Come le ha chiesto di sposarla?

«Allora, ci siamo fidanzati sotto le scale di Sant’Agostino, a Città Sant’Angelo, ormai 8 anni fa. Lui mi ha riportato lì la notte del mio compleanno, proprio su quelle scale. Io non me l’aspettavo! E mi ha chiesto di sposarlo. Tra l’altro, il 28 agosto mi sono sposata ed è la festa di Sant’Agostino, ma noi non lo sapevamo! Poi il prete ci ha detto: “Guardate che il 28 agosto è Sant’Agostino”».

Il fatto di aver messo sui social anche il matrimonio non le ha dato fastidio?

«No, è stato bello, perché nei commenti c’era chi ti dava consigli, chi diceva “questo non lo fare”. Ho ascoltato i consigli delle altre persone. È stato più stressante preparare il matrimonio nei mesi precedenti che pubblicarlo».

La storia del suo matrimonio sembra un po’ atipica in questo periodo, perché spesso i giovani non si sposano più. Secondo lei perché i giovani non credono più all’amore eterno e si sposano sempre di meno?

«Secondo me, il problema è che più si va avanti, più la nuova generazione diventa fredda. Se fai caso anche alle serie tv del momento, non c’è mai una storia sana. A me questa cosa fa un po’ tristezza perché credo molto nell’amore, però ho notato che la nuova generazione è più orientata verso le relazioni aperte o cose del genere... Un po’ brutto, mi dispiace».

Meglio l’amore classico?

«L'amore classico c’è sempre di meno, purtroppo. Io mi auguro che in futuro le persone capiscano che ci deve essere più amore classico, più relazioni normali piuttosto che quelle tossiche».

Ma lei perché si è sposata?

«Perché credo nell’amore. E poi ho sempre avuto il sogno del matrimonio e del principe azzurro. Chiedevo da anni ad Alessio: “E l’anello? Dov’è l’anello?”, facevo le battutine. Ma ci ho sempre creduto, forse perché vedevo i miei nonni: loro sono stati un grande esempio d’amore».

Secondo lei, perché Alessio la ama?

«Oddio... forse mi ama perché lo capisco. Come lui capisce me con uno sguardo, io capisco subito lui. Capisco quando è triste, quando è arrabbiato, quando è felice. Se c’è qualcosa che non va gli dico: “Dimmi cosa c’è, che succede?”, e lui me lo dice perché sa che io lo capisco».

C’è un video molto apprezzato in cui lei racconta che è un po’ strano quando la chiamano «signora». Non le piace?

«Mi fa strano perché molte volte mi danno della sedicenne! Poi, chi sa che sono sposata me lo dice anche per battuta: “Signora!”. Mi fa strano perché con il termine “signora” mi sento un po’ adulta, però alla fine sono una signora, ho una fede al dito».

E dire «mio marito»?

«Inizialmente era tragico! Quando andavo in giro, ad esempio in farmacia: “Mi servono le medicine per il mio fidanzato... cioè, mio marito”. Blackout! Perché comunque ho 28 anni, mi sento giovane, quindi mi fa un po’ strano».

Prima ha mostrato la fede: quanto è importante?

«Tanto. Penso che se la perdo piango per dieci anni».

Ma il valore della fede in sé, me lo spiega?

«Io ci tengo tanto. Ci sono momenti in cui io e Alessio passiamo del tempo da soli e parliamo anche di queste cose. Siamo molto legati, forse perché siamo di paese, di Città Sant'Angelo, quindi abbiamo quella concezione un po’ antica in cui ci credi e ci tieni tanto. Mia mamma mi ha fissato questa cosa del credere nei valori».

Lei ha degli haters?

«Tanti».

Che cosa le dicono?

«Di tutto e di più».

Tipo?

«Guarda, non so neanche cosa dire perché molte volte sono parole brutte. Mi dicono parolacce, critiche sull’aspetto fisico, sulla mia voce che è un po’ infantile... Tante cose».

Perché esistono gli haters?

«Perché sono invidiosi».

È l’invidia?

«Penso proprio di sì. Penso che molte persone, quando dicono cattiverie, lo facciano perché hanno qualcosa di irrisolto dentro. Magari volevano fare quello che fai tu e non l’hanno fatto, e quindi godono nella cattiveria».

E quando legge quei commenti cattivi, cosa sente dentro?

«Inizialmente, essendo più piccolina, mi faceva male. Quando leggevo “sei brutta” o cose cattive ci stavo male. Ad oggi, a meno che non tocchino qualcuno a me caro, non mi importa più, davvero».

Riesce a farsi scivolare addosso queste cose?

«Sì, non mi interessa. Penso che devo godermi la mia famiglia, la mia vita, Alessio, mia mamma e mio papà».

Qual è la cosa che le piace dei social e quella che non le piace?

«Dei social mi piace che posso trasmettere qualcosa. So che posso aiutare qualcuno: magari una persona è triste, vede il mio video e in qualche maniera l’ho aiutata. Cosa non mi piace? Il fatto che molte volte i social non vengano usati nella maniera corretta. Può succedere che una ragazzina pubblichi una foto sul suo profilo e venga bullizzata. C’è sempre un lato oscuro che non è bello».

Secondo lei queste cose accadono perché di base manca un po’ il rispetto tra le persone?

«Sì. Ad oggi inizia ad esserci un po’ più di buon senso, sto vedendo, ma anni fa veramente no».

Ai giovani, soprattutto alle ragazze che usano i social in maniera un po’ spregiudicata, lei che ha tutti questi follower cosa consiglia?

«Ogni volta che qualcuno mi chiede un consiglio io lo do, però penso sempre una cosa: quando una persona usa i social in maniera non buona, il problema è interiore. Io dico sempre che si dovrebbe andare dallo psicologo».

Lei ha scritto un libro qualche anno fa in cui ha raccontato i suoi problemi con la dislessia. Qual è stata la reazione del pubblico a questo mettersi a nudo?

«Sono rimasti molto sorpresi. Molte persone mi hanno detto: “Io non ce l’avrei mai fatta, non sarei mai riuscita ad espormi così tanto”. Però la maggior parte dei commenti sono stati dei ringraziamenti, soprattutto da parte di mamme con bimbi dislessici. Hanno fatto leggere il libro ai figli per fargli capire che non è assolutamente qualcosa di cui vergognarsi. È come chi porta gli occhiali: una persona che ne ha bisogno si mette gli occhiali, io che sono dislessica ho bisogno di una mappa o di un metodo diverso per imparare».

E come ha trovato la forza di mettersi così a nudo?

«Sempre per il fattore aiuto. Se so che posso aiutare qualcuno mi fa davvero piacere. Sapere che una ragazzina in difficoltà ha letto il mio libro significa che ho fatto quello che volevo, era quello il mio compito».

C’è un messaggio che ricorda di qualcuno a cui il libro ha fatto particolarmente bene?

«Sì. Una mamma mi aveva scritto un papiro perché la figlia dislessica aveva tante difficoltà; le ha fatto leggere il libro e quel messaggio mi ha resa davvero felice. E poi una ragazza ha fatto l’esame di terza media usando il mio libro come tesina. Lì sono rimasta davvero contenta».

Lei ci pensa mai a una vita senza social?

«A volte sì, perché a volte ci sta che vai un po’ in blackout e dici: “Chissà...”. Però ad oggi è il mio lavoro, mi sono costruita tutto questo da sola. Se penso a una vita senza social mi dico: “Ma io tutto questo l’ho fatto con le mie mani, da sola”, quindi no, forse non la vedo la mia vita senza social».

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