Ottobre con caldo estivo e danni alle colture «Novembre sarà uguale»

7 Novembre 2023

Curci (Cetemps): «La vitivinicoltura subisce un pesante contraccolpo» Gli esperti consigliano di adattarsi ai repentini cambiamenti climatici

L'AQUILA. Il mese di ottobre, in Abruzzo, è stato il più caldo degli ultimi decenni. Un record assoluto con 4,3° in più rispetto alla media di riferimento climatologico dal 1991 al 2020. Il dato è stato rilevato dal Cetemps, il Centro di eccellenza dell'università dell'Aquila in telerilevamento e modellistica previsionale di eventi severi. Ma l'ondata di caldo anomalo e siccità, che ha interessato la regione, non ha solo una rilevanza metereologica: si riverbera, indirettamente, anche sulla flora e sulle coltivazioni. «Gli effetti negativi si riscontreranno nei prossimi mesi», avverte il professor Gabriele Curci, meteorologo del Cetemps, «come avvenuto per le piogge di maggio scorso. Dobbiamo adattarci ai cambiamenti climatici e ai fenomeni estremi». Novembre seguirà la stessa scia di ottobre, con poche precipitazioni e temperature oltre la media stagionale.
CALDO ECCESSIVO
Secondo le rilevazioni del Cetemps «le temperature massime sono state, in media, superiori di addirittura 5,4°, con punte nell’entroterra pescarese di + 6,6°C. Le anomalie di temperature minima sono state più omogenee sul territorio, in media +3,3°C. Anche sul fronte delle piogge, il dato è preoccupante: le precipitazioni sono state più scarse in media del 64%, con punte di -90% sul litorale teramano e di - 40% nella Marsica». Il caldo anomalo dell'ultimo mese origina da un persistente sistema di alta pressione sull’Europa meridionale, in estensione dal Nord Africa «che ha favorito», afferma Curci, «il frequente arrivo di masse d’aria calda e secca, accompagnata da polveri desertiche». Un ottobre interamente caratterizzato da anomalie termiche, fino a 10°C in più rispetto alla media, ad eccezione di due-tre giorni, nella parte centrale del mese, con scarse precipitazioni.
DANNI ALLE COLTIVAZIONI
Difficile fare una stima preventiva. Gli eventuali danni alle coltivazioni «che, in ogni caso ci saranno», dice Curci, «si potranno quantificare a lunga distanza, di qui a qualche mese. Un po' come avvenuto per le piogge copiose di maggio che hanno favorito, in Abruzzo, la peronospora, con danni importanti per i vigneti. Studi come quello del Cetemps servono ad analizzare le situazioni anomale che si stanno verificando per capire se si tratta di eventi sporadici o di fenomeni che diventeranno sempre più frequenti. È certo che il caldo eccessivo, rispetto alla media stagionale, registrato in Abruzzo ad ottobre influisce sullo sviluppo delle piante, condizionate da temperature e precipitazioni e, a cascata, dall'umidità e traspirazione». La parola d'ordine è adattamento. «Dovremo, necessariamente, adattarci ai cambiamenti climatici», sottolinea Curci, «sia come stile di vita, che in ambito della prevenzione e della messa in sicurezza del suolo e delle abitazioni, così come per le coltivazioni. Viviamo in una società altamente tecnologica, ma ancora dipendente dalla natura a cui dobbiamo far riferimento. L'innalzamento delle temperature in periodi non usuali dell'anno, precipitazioni improvvise e repentine, come anche la scarsità di neve sono indicatori di un clima che sta cambiando che condizionerà le scelte future in tema di trasporti, energia, sicurezza dei territori».
COSA CI ASPETTA
A un ottobre molto caldo seguirà un novembre con scarse precipitazioni e temperature ancora sopra la media stagionale. Queste le previsioni elaborate dal Cetemps. «Novembre si presenta ancora come un mese caldo rispetto al riferimento climatologico», aggiunge Curci, «seppure non con le punte di calore registrate ad ottobre. Non sarà né un mese particolarmente piovoso, né freddo. Ma quello che va verificato è la distribuzione nel tempo delle precipitazioni: possono essere anche concentrate in un determinato periodo dell'anno e non spalmate, in modo omogeneo, sull'intera stagione. Certo è che siamo di fronte a un clima più mite rispetto agli ultimi anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA