Ottocento posti letto in tutta l’area vestina «Puntare sui servizi»

12 Marzo 2019

Stroveglia (Wolftour): senza infrastrutture niente investimenti Comprensorio in crisi, ma i turisti arrivano attratti dalla natura

PENNE. La capacità ricettiva dell’area vestina fatica a crescere. Nonostante le bellezze architettoniche e artistiche di Penne e Loreto Aprutino, quelle paesaggistiche del Voltigno, di Villa Celiera, Farindola e Montebello, sono ancora pochi i posti letto a disposizione dei turisti che desiderano visitare e scoprire l’area vestina.
Tra Farindola, Penne, Loreto Aprutino, Montebello di Bertona, Villa Celiera, Civitella Casanova, l'area vestina conta 57 strutture ricettive per 797 posti letto complessivi: due alberghi a 4 stelle, due alberghi a 3 stelle, un albergo a 2 stelle, un albergo ad 1 stella. A completare l’offerta turistica 7 alloggi gestiti in forma imprenditoriale, 25 agriturismi, 3 ostelli, 14 b&b e 2 rifugi. Il capoluogo vestino, infatti, è senza albergo da 10 anni. L’hotel dei Vestini, l’unica struttura alberghiera che Penne abbia mai avuto, è chiuso dal 2009, da quando la società che ne aveva la gestione, la Hotel Service srl, è andata fallita. Una struttura da 53 camere, 107 posti letto, uno spazio verde con piscina e una superficie di oltre 4 mila metri quadrati tra saloni, hall, ristoranti, camere e servizi annessi. L’albergo, costruito a metà degli anni ’80 su impulso della Brioni Roman Style, è stato la sede storica del prestigioso concorso letterario Premio Penne e nei primi anni ’90 ha ospitato all’esterno una delle prime pareti artificiali per l’arrampicata sportiva in Abruzzo. Oggi Penne conta solo su 11 agriturismi, 10 b&b e un ostello. Davvero poco per una realtà che può vantare l’oasi naturale Lago di Penne, musei e chiese di grande interesse storico e culturale.
Un’altra struttura di grande richiamo turistico per l’area vestina, l’hotel resort Rigopiano di Farindola, è stata cancellata da più di due anni da una valanga. A Loreto resistono con buoni numeri il Castello Chiola, quattro stelle, l’hotel Di Rocco e il Ristorante Hotel Bilancia. «Molte strutture ricettive, e nel complesso l’intero tessuto imprenditoriale locale, si stanno indebolendo dopo i danni che il nostro territorio ha patito nel 2017», spiega Antonio Stroveglia, direttore del tour operator Wolftour. Il fatturato della filiera turistica vestina nel 2017 è crollato tra il 50 e il 59% in meno, a seconda dei servizi, e numerose strutture sono state chiuse.
«La spinta data dai modelli di aggregazione e messa a sistema iniziata nel 2007/2008 si è andata via via affievolendo e sono venuti a mancare gli strumenti di sostegno necessari alle microaziende. Il target del turista interessato all’Abruzzo, ed in particolare al comprensorio Vestino, è molto cambiato negli ultimi anni. Adesso i visitatori sono molto abili nell'utilizzo del web e pertanto riescono ad organizzarsi anche nelle case in affitto, sfuggendo alle statistiche ufficiali. Noi ci accorgiamo della loro presenza perché poi sul posto utilizzano i nostri servizi, in particolare per le escursioni. Si cerca un turismo sempre più legato alla vacanza attiva, alla natura. Questo è un potenziale grande vantaggio per l'area vestina, anche se serve un sostegno concreto per i ragazzi che vogliono specializzarsi nel turismo. Attrarre nuovi investimenti senza infrastrutture (viabilità, sanità, servizi) è fantascienza», conclude Stroveglia.