Pac Food, nuove trattative per sventare 21 esuberi

La vertenza dell’azienda di Elice: conto alla rovescia per la riunione decisiva in Regione La rabbia dei dipendenti: la ditta non è in crisi, rischiamo di perdere anche la mobilità
ELICE. Un Natale davvero nero quello che si prospetta per 21 dipendenti della Pac Food. L’azienda che si occupa di ristorazione e che ha sede ad Elice, al confine con Città San’Angelo, è stata acquistata recentemente dalla Marr Spa di Rimini, un colosso nel settore che però ha deciso di fare a meno di circa la metà dell’organico presente nella sede pescarese. Dei 51 dipendenti, infatti, ben 25 sono stati considerati esuberi e sono finiti, loro malgrado, in una procedura di licenziamento collettivo. Intanto 3 persone si sono licenziate spontaneamente e una ha visto il proprio contratto scadere, per cui il numero dei dipendenti che si avvia verso la mobilità è passato a 21. Si tratta di lavoratori che provengono dal circondario, prevalentemente da Montesilvano, Città Sant’Angelo e Pescara, che hanno alle spalle diversi anni di esperienza, molti di loro sono laureati e tanti hanno una famiglia da mantenere. Ma ciò che indigna maggiormente i dipendenti è che i tagli al personale non sono attribuibili alla crisi o alla diminuzione della produzione. «La Marr ha acquistato dalla De.Al una ditta florida pagandola 36 milioni di euro», spiega un dipendente dello stabilimento che preferisce rimanere anonimo. «Inizialmente ci avevano garantito che nessuno avrebbe perso il proprio posto e che potevamo stare tranquilli, poi invece abbiamo scoperto che già da settembre 2015 si sapeva che lo stabilimento di Elice sarebbe diventato una filiale della Marr Spa, per cui non ci sarebbe stato più bisogno di una serie di uffici in loco». Da qui l’avvio della vertenza che la settimana scorsa è approdata in Regione quando sindacati e azienda hanno cercato di trovare un accordo senza riuscirci. «Come se niente fosse ci sentiamo anche ricattati», aggiunge il dipendente, «perché ci hanno detto che se non firmeremo entro il 31 dicembre non avremo diritto alla mobilità. E per una persona che si ritrova senza lavoro dall’oggi al domani, magari non più giovanissima e con una famiglia sulle spalle, rinunciare alla garanzia della mobilità è impossibile».
Il personale della ditta contesta anche la «scelta totalmente arbitraria degli esuberi», come evidenzia ancora il lavoratore. «Sono state confermate persone assunte da poco, con contratti a tempo determinato e mandati via lavoratori laureati, con diversi anni di servizio e che avrebbero potuto essere ricollocati altrove. La cosa assurda poi è che alcune persone sono state addirittura spostate per prendere il posto degli esuberi, una manovra che denota che gli uffici non saranno tutti soppressi».
La vertenza va avanti, dunque, ed è previsto per la prossima settimana un nuovo incontro in Regione in cui i 21 lavoratori della Pac Food a rischio sapranno quale sarà il loro destino.
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