Pacchi viveri a casa di 400 pescaresi rimasti senza lavoro

Comune e Banco Alimentare distribuiscono cibo e farmaci E i cittadini più generosi lasciano la spesa sospesa al Coc
PESCARA. Sono 400 i cittadini bisognosi che beneficiano dei pacchi viveri del Banco Alimentare e che ogni giorno vengono distribuiti a domicilio dai volontari della Protezione civile che si alternano al Coc, Centro operativo comunale, situato nel museo Colonna.
Ed è soprattutto la classe operaia, di questi tempi, a soffrire maggiormente della crisi di lavoro conseguente alla pandemia. Alle attività incessanti e operose del mondo del volontariato si aggancia la quotidiana generosità dei pescaresi che non mancano mai di lasciare al Coc una busta di spesa sospesa a disposizione di chiunque ne farà richiesta. La crescente povertà è una emergenza nell'emergenza che a Pescara viene fronteggiata con un esercito di centinaia di volontari di Protezione civile, Croce Rossa, Misericordia e un gran numero di altre associazioni che si occupano dell’assistenza ai bisognosi in affiancamento ai Servizi sociali del Comune.
«Tantissime famiglie, soprattutto della classe operaia, sono colpite dalla crisi da Covid», analizza l'assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia, «ma noi siamo pronti a raccogliere il grido di aiuto di chiunque contatti il Coc, che resterà aperto seguendo l'evoluzione della pandemia, per avere aiuti alimentari o farmaci da consegnare a domicilio. In affiancamento agli aiuti offerti dal Banco Alimentare con cui siamo convenzionati dall’inizio dell’emergenza, anche tanti i cittadini di buon cuore che passano al Coc e lasciano una busta sospesa colma di viveri da donare, per esempio, alle famiglie numerose».
Da 25 anni al fianco delle istituzioni, della Caritas, delle mense solidali e delle parrocchie (una settantina di strutture sparse in tutta la provincia diocesana) c'è il Banco Alimentare Abruzzo e Molise, diretto da Cosimo “Mimmo” Trevisani, (presidente Antonio Dionisio).
Nel capannone di mille metri quadrati di via Celestino V, zona Tribunale, sono stipati, a rotazione, 350mila chili di generi alimentari destinati ai quasi 12mila poveri (11.780 secondo gli ultimi dati 2019) di Pescara e provincia, con uno stoccaggio mensile di 40mila chili, tra pasta, sughi, scatolame, olio, latte e ultimamente anche tranci di prosciutti. Più nel dettaglio, sono 569.421,65 i chili di cibo distribuiti in città e nel Pescarese nel 2019, per un valore economico di 1.281.198,71 euro. Mentre 36.050 sono stati gli assistiti in Abruzzo e Molise.
Tutto materiale di primo consumo, frutto di donazioni private, convenzioni con il mondo dell'imprenditoria o proveniente dalla Comunità Europea e dalle annuali Collette Alimentari all’interno o all’esterno dei supermercati. L'edizione di quest'anno si è svolta in modalità informatica e i risultati della raccolta dei beni di prima necessità saranno resi noti nelle prossime settimane.
E ammontano a 15mila i chili di alimenti distribuiti ai bisognosi pescaresi dai 40 volontari del Banco Alimentare nella prima fase del lockdown, la primavera scorsa. Il Banco Alimentare distribuisce i prodotti alla Caritas oppure al centro operativo comunale che i volontari della Protezione civile consegnano a domicilio.
Ieri, 400 chili di viveri sono stati donati alla mensa di San Francesco, gestita da Renato Paesano, che per la prima volta dopo 34 anni di attività, quest’anno non ha aperto al pubblico la sala dei pasti per ragioni legate alle disposizioni anti Covid. In questi mesi la mensa è rimasta chiusa, ma i locali sono aperti tutte le mattine fino alle 12 per il ritiro di pacchi viveri. L’assessore Seccia invita la cittadinanza a contattare il Coc per ogni emergenza. Ogni giorno dalle 8 alle 14 sono aperte tre linee telefoniche che fanno capo allo 085 4283400.

