Padovano: «Basta errori adesso farò io il sindaco»

28 Ottobre 2018

Il consigliere annuncia la sua candidatura in una convention stile americano E critica l’amministrazione: «Il progetto per le aree di risulta così non va bene»

PESCARA. Ha organizzato una convention stile americano, con tanto di musica (d’effetto «Vincerò» cantata da Pavarotti in chiusura), per annunciare ufficialmente la sua corsa alla carica di sindaco di Pescara. Riccardo Padovano, consigliere comunale socialista, ieri ha voluto dimostrare a una folla di persone, assiepata nella sala consiliare della Provincia per ascoltarlo, che intende candidarsi per davvero alla guida della città alle prossime elezioni comunali di maggio. Si è dovuto ricredere chi pensava che fosse uno scherzo. Padovano si è reso conto che questo è, forse, il momento propizio per fare un passo del genere, in un periodo di grandi stravolgimenti politici a livello nazionale e con i partiti di centrodestra e di centrosinistra che non riescono più ad organizzarsi e a ricompattarsi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. E così il consigliere ha deciso di fare il grande salto e di scendere in campo bruciando i tempi e spiazzando tutte le forze politiche. Padovano si presenterà con una o due liste civiche (la prima si chiama «Grande Pescara domani»), appoggiate quasi certamente dai socialisti, ma per ora non farà alleanze né con il centrosinistra, di cui lui ora fa parte come consigliere comunale, né con il centrodestra. Scenderà a patti, probabilmente, se si arriverà al ballottaggio.
Intanto, corona il suo sogno di correre per fare il sindaco. Padovano, imprenditore, armatore, nonché presidente dell’associazione dei balneatori della Confcommercio, è convinto di poter contare su un ampio serbatoio di voti.
E così ieri si è presentato come un semplice cittadino, capace di ascoltare la gente e cercando di dare risposte con un linguaggio semplice. In platea c’erano, tra gli altri, l’ex sindaco di Pianella, il socialista Giorgio D’Ambrosio, l’assessore Giuliano Diodati, i consiglieri Carlo Masci, Adamo Scurti, Giuseppe Bruno, il presidente di Federmanager Florio Corneli, il direttore di Confcommercio Carlo Nicoletti, gli armatori Mimmo Grosso e Massimo Camplone.
Padovano ha aperto il suo intervento ricordando le sue origini e i sacrifici per diventare quello che è ora, un imprenditore, un sindacalista e un politico. «Sono nato nel rione della marina e ne vado ancora orgoglioso», ha detto, «a 11-12 anni ho cominciato a lavorare e ho cominciato da subito a fare sacrifici. Poi la scuola, dopo la terza media ho scelto l’alberghiero che mi è servito per svolgere la mia attività. Di battaglie ne ho fatte tante anche come sindacalista e adesso ho intenzione di fare il sindaco, perché voglio dare delle risposte concrete ai problemi della città». Da qui, un elenco di cose che, a suo dire, non vanno. Dalla sanità («È capitato a tutti di andare al pronto soccorso alle 2 di pomeriggio e uscire alle 2 di notte»), alla mobilità («Corso Vittorio è diventato invivibile per i troppi pullman che vi transitano»), al porto («Il dragaggio è un falso problema, basta trovare una soluzione per i fanghi»). Durante il discorso, Padovano è apparso visibilmente emozionato quando ha visto il padre di 87 anni entrare nella sala.
Poi, non ha risparmiato critiche al sindaco Alessandrini e alla sua amministrazione. «Non è possibile che un sindaco firmi un’ordinanza per far chiudere le scuole, a causa della pioggia la mattina stessa, alle 8, quando la gente è già in strada per accompagnare i figli», ha affermato Padovano. E giù un lungo applauso. «Il progetto per le aree di risulta non va», ha concluso, «si è detto no ad una richiesta di un cambio di destinazione d’uso da uffici a residenziale sulla riviera sud», ha ricordato, «e ora si consente di realizzare 50 appartamenti nelle aree di risulta?».
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