Padre Luciano, il mistero del telefonino

Brosio su Rai1: l’ultimo segnale captato nei pressi della stazione di Surmanci a 8 km da Medjugorje
PESCARA. E ora, per padre Luciano Ciciarelli, il missionario settantanovenne, originario di Civitella Casanova, scomparso il 2 agosto scorso a Medjugorje, spunta il giallo del telefonino. Se n’è parlato ieri, nel caso che ha ormai raggiunto anche i media nazionali, nella trasmissione televisiva di Rai 1 “Storie vere”, condotta da Eleonora Daniele, che ieri in studio, tra gli altri, aveva come ospiti il giornalista Paolo Brosio e il superiore provinciale dei padri monfortani, l’Ordine di appartenenza di padre Luciano, Angelo Livio Epis. E Brosio, in studio, che stamattina, alle 10, nella stessa trasmissione tv, ritornerà sul caso del sacerdote lanciato dal Centro, ha fatto notare che l’ultima cella che ha agganciato un segnale del telefonino di padre Luciano (l’8 agosto, sei giorni dopo la scomparsa) è quella di Surmanci, a otto chilometri di Medjugorje, in cui tra l’altro vi è una stazione ferroviaria.
Secondo Brosio, dunque, non sarebbero da scartare le ipotesi da un lato di un furto ai danni del sacerdote (che quindi potrebbe essere stato malmenato) e dall’altro che padre Luciano abbia avuta un’amnesia e che abbia preso un treno. Anche se l’ipotesi più probabile rimane quella di un malore.
Tuttavia ieri il superiore provinciale Epis in tv ha riportato in auge la questione relativa ad un terreno sul quale si sarebbe dovuta edificare un’opera di carità da parte dei monfortani e di cui si stava interessando padre Luciano. «L’ipotesi che la scomparsa di padre Luciano sia legata al terreno, non è da escludere, così come però anche altre», ha precisato Epis.
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