Padrone e cane vicini nella stessa tomba: ecco la legge leghista

La proposta sarà discussa venerdì prossimo in commissione Le spese di tumulazione saranno a carico del proprietario
Gli Egizi erano soliti mummificare i loro animali prediletti, gatti, cani scimmie e gazzelle, per poi seppellirli con i loro padroni. Gli animali, infatti, erano al tempo considerati sacri. Indizi dell'antica usanza, che testimonia il legame profondo tra cani e padroni, si riscontrano anche nella più antica sepoltura, che risale a 14.200 anni fa, l'età della pietra: un cane, rinvenuto nel sito Bonn Oberkassel, in Germania, insieme a un uomo sulla quarantina e a una donna ventenne. In Abruzzo, precisamente a Corropoli, in provincia di Teramo, è stato rinvenuto lo scheletro di una donna, sepolta con il suo cane oggi esposta al museo di Chieti: del resto, la sepoltura di padroni e animali, nella stessa tomba, è uno degli aspetti peculiari anche dei popoli italici, nella storia del Neolitico. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque, verrebbe da dire. Ma è certo che, a distanza di millenni rispetto ad antiche usanze, la notizia è destinata a far discutere. A proporre il progetto di legge, che andrà venerdì prossimo in discussione in commissione, è il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Vincenzo D'Incecco. Si tratta della possibilità di fare richiesta, per volontà del defunto o dei familiari, di seppellire cani e gatti nel loculo del proprio padrone o nella tomba di famiglia. A un'unica condizione: che la teca sia separata e l'animale venga, prima, cremato. Il tutto, ovviamente, recita la proposta di legge «nel rispetto della normativa in materia igienico-sanitaria e di tutela della salute pubblica». Tutte le spese per la tumulazione degli animali definiti “da affezione", che si possono tenere in casa, saranno a carico del padrone. «È diventata un'esigenza comune», spiega D'Incecco, «quella di dare sepoltura agli animali che, talvolta, sono parte integrante della vita di una famiglia. Avere un luogo dove riposa un animale che ci ha amati e che abbiamo amato costituisce, per molte persone, una consolazione e un punto di riferimento in momenti di sconforto e solitudine».
Ecco perché, oltre ai cimiteri per cani e gatti, «ritengo necessario consentire», dice D'Incecco, «la tumulazione in una teca separata, a patto che si sia provveduto prima alla cremazione, degli animali da affezione. Operazione che può essere effettuata per volontà del defunto o degli eredi nello stesso loculo del padrone che è morto o nella tomba di famiglia, nel rispetto dei regolamenti comunali. Questo per consentire, anche a chi non ha la possibilità di recarsi nei cimiteri per animali, spesso dislocati in zone distanti dai centri abitati», sottolinea D'Incecco, «di garantire una degna sepoltura a cani e gatti con cui hanno condiviso l'intimità familiare. Non tutti, inoltre, hanno le possibilità economiche per sostenere le spese di mantenimento di un luogo adibito esclusivamente alla sepoltura del proprio animale, che solitamente prevede un costo annuo».
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