Pagano al lavoro per ricucire lo strappo

Il coordinatore regionale sferza il partito: stop a chi indossa la maglia di Forza Italia per convenienza
MONTESILVANO. Il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano ha minacciato l’espulsione dal partito definendo il loro comportamento «deprecabile» e sottolineando che «deve finire questa storia di chi indossa la maglia di Forza Italia solo per convenienza e poi non segue la linea del partito».
Eppure, i cinque consiglieri che hanno spinto il sindaco Maragno alle dimissioni, Deborah Comardi, Anthony Aliano, Manola Musa, Claudio Daventura e Stefano Di Blasio minimizzano sull’accaduto. «Oggi si è solo ritenuto di apprezzare positivamente una richiesta di rinvio per ragioni esclusivamente tecniche», sottolineano, «estese all'opportunità di consentire la valutazione della bontà di oltre 2mila emendamenti. Comprendiamo le dichiarazioni del nostro sindaco, frutto del forte stress psicofisico a cui è stato sottoposto in questi giorni di un intenso lavoro profuso nella costruzione di un bilancio assai complicato», aggiungono, «auspicando che possa ritrovare la serenità necessaria per amministrare con le capacità che lo hanno contraddistinto da sempre».
A invitare Maragno a tornare sui suoi passi sono lo stesso Pagano e la senatrice Federica Chiavaroli (Ncd) che ribadisce al sindaco il sostegno incondizionato del proprio partito. Appoggio ribadito anche dal consigliere di Montesilvano Futura, Corrado Di Battista. Ad apparire più preoccupati per il destino della città sono, invece, il capogruppo del M5S Manuel Anelli, che aveva invitato Maragno prima della votazione a non comportarsi come il protagonista del libro Novecento che muore per non trattare, e il consigliere del Pd, Gabriele Di Stefano. Entrambi auspicano che il gesto dei 5 forzisti non sia dettato solo da interessi personali legati alla sete di poltrone e ritengono drammatica l’ipotesi che la città torni nuovamente nelle mani di un commissario appena quattro mesi dopo le ultime elezioni comunali.
Più duro il commento del capogruppo di Montesilvano Democratica, Lino Ruggero. «Un sindaco che non vuole mediare né con la maggioranza né con la minoranza non può fare il sindaco. Anche perché se sono stati presentati 2000 emendamenti vuol dire che il margine di trattativa c’era». (a.l.)
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