Pagelle agli ospedali e premialità ai medici

Si chiama Mismi (Misurare per migliorare), il sistema varato dalla giunta regionale e adottato per la prima volta in Abruzzo. Ok al riordino della rete della riabilitazione
PESCARA. Tre norme importanti sono state varate la scorsa settimana dalla giunta regionale in tema di sanità. Vanno tutte verso la riorganizzazione del settore in termini, ha spiegato l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, di efficacia, efficienza, sostenibilità, appropriatezza delle cure.
VALUTAZIONE. Il primo provvedimento introduce un principio di valutazione dell’assistenza ospedaliera, così come dovrebbe accadere in qualsiasi servizio pubblico. Il nuovo sistema di monitoraggio e valutazione della qualità dell’assistenza ospedaliera, il primo per l’Abruzzo, si chiamerà con l’acronimo Mismi: Misurare per Migliorare, e sarà tarato sul modello già adottato in altre Regioni italiane, come l'Emilia Romagna e la Toscana.
L’obiettivo è di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria tramite “l’effetto trascinamento” legato a tutti i sistemi di valutazione (grazie agli audit e alla revisione dei percorsi degli operatori che li accompagnano). Decisivo anche il sistema di incentivazione degli operatori più performanti. Viene cioè introdotta una premialità legata al merito «tuttora assente o poco supportato in molti degli ambiti del servizio pubblico», spiega l’Agenzia sanitaria regionale nella relazione di accompagnamento alla delibera. Per le pagelle degli ospedali verranno analizzate sette aree clinico assistenziali (cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza parto e osteomuscolare). Sono invece 45 gli indicatori considerati, come la mortalità post infarto o post by-pass, la percentuale di complicanze durante il parto, la quota di riammissioni ospedaliere dopo un intervento di protesi d'anca, oltre ai tempi di attesa per gli interventi post frattura di femore o tibia. Saranno utilizzati anche indicatori finalizzati alla valutazione del percorso di cura, così da assicurare che il numero di pazienti trattati dalle singole strutture (il volume della casistica) sia sufficiente a garantire elevati standard assistenziali (un tema che è stato dirimente nella decisione della giunta di chiudere alcune piccole sale parto).
Previsto anche dal provvedimento un meccanismo di allerta per rilevare eventuali e significativi scostamenti delle performance delle Asl per quanto riguarda qualità, sicurezza, efficacia, appropriatezza dei servizi erogati e degli esisti delle cure dei pazienti. «È un significativo passo avanti» ha commentato Paolucci, «perché d'ora in avanti le attività delle aziende sanitarie non saranno più valutate soltanto in termini di equilibrio di bilancio e di rapporto costi-ricavi, ma dando priorità a obiettivi, criteri e standard qualitativi di assistenza, oltre alla percezione e soddisfazione del servizio da parte dei cittadini». Il sistema di monitoraggio è dinamico, vale a dire che l'Agenzia sanitaria regionale e il Dipartimento Salute della Regione, faranno revisioni periodiche delle procedure, prevedendo eventuali correttivi. «I risultati delle verifiche», ha aggiunto Paolucci, «dopo un iniziale periodo di messa a punto di un anno, «saranno utilizzati sia per la programmazione di dettaglio della rete ospedaliera, sia per una più efficace valorizzazione delle competenze e delle esperienze professionali degli operatori sanitari». La valutazione riguarderà anche le strutture private accreditate, che però saranno valutate con un set ridotto di indicatori, in base al numero di discipline accreditate.
MALATTIE RARE. La seconda delibera recepisce le recenti disposizioni nazionali in materia di Lea (i livelli essenziali di assistenza). Il provvedimento contiene novità per quanto riguarda i pazienti affetti da malattie rare o croniche e invalidanti, per i quali viene introdotto il diritto all'esenzione dalla partecipazione al costo di tutte le prestazioni sanitarie e diagnostiche legate alla patologia. È previsto anche l'adeguamento della Rete regionale delle malattie rare, che a breve sarà formalizzato con un distinto provvedimento di giunta. Viene infine avviato un percorso per il riconoscimento di quelle ulteriori prestazioni di assistenza protesica, assistenza integrativa e assistenza specialistica a tutela della maternità, per le quali le Regioni sono in attesa dei regolamenti nazionali di attuazione.
DISABILITÀ. La terza delibera riguarda la riorganizzazione delle Rete regionale (residenziale e semiresidenziale) per la disabilità, riabilitazione e dipendenze patologiche. In tutto 11 strutture per ciascuna delle quali occorrerà una delibera ad hoc. La prima già in settimana riguarderà la Paolo VI. Seguiranno tutte le altre entro ottobre. La riorganizzazione comporterà un aumento di 663 posti letto residenziali per gli anziani non autosufficienti e di 183 posti letto per la lungodegenza e il mantenimento. «Un programma» sottolinea l'assessore» che consegnerà agli abruzzesi una rete di offerta sostenibile, ma soprattutto idonea a soddisfare le necessità assistenziali della popolazione». Per quanto riguarda la semiresidenzialità, la riorganizzazione consentirà l'attivazione di strutture per il trattamento dei disturbi alimentari (sia in età adulta, che in età evolutiva), di strutture per la riabilitazione estensiva e di strutture per l'assistenza di bambini con svantaggi plurisensoriali.

