Pagelle dei 4 sindaci Si salva solo Biondi

6 Luglio 2021

Anche Marsilio perde voti: «I sondaggi non mi entusiasmano»

Il governatore dell'Abruzzo, Marco Marsilio, perde consensi. È solo tredicesimo nella classifica del gradimento "Governance Poll 2021" stilata da Il Sole 24 Ore, con 4,4 punti percentuali in meno, rispetto alla sua elezione.
Svetta il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, ottavo su scala nazionale e primo tra gli abruzzesi, che guadagna ben 5,5 punti. Staccando, di netto, Diego Pietro Ferrara, sindaco di Chieti, al 42esimo posto, Gianguido D'Alberto, sindaco di Teramo, che si piazza al 57esimo, e Carlo Masci, che guida la città di Pescara.
Masci perde 2,3 punti e finisce all'81esimo posto. Ecco come l'anno horribilis del Covid-19 ha influito anche sul gradimento nei confronti degli amministratori abruzzesi che, fatta eccezione per Biondi, perdono tutti terreno.
SCENDE MARSILIO. Luca Zaia, governatore del Veneto, e Antonio Decaro, sindaco di Bari, si riconfermano al primo posto della classifica degli amministratori locali più popolari in Italia, rispettivamente col 74% e il 65% delle preferenze. Nella Governance poll delle regioni, al secondo posto troviamo Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia Romagna, (Pd), con il 60% delle preferenze. Terzi ex aequo Massimiliano Fedriga, della Lega, che guida il Friuli Venezia Giulia e Vincenzo De Luca, (Pd) della Campania con il 59% di indice di gradimento. Segue Giovanni Toti, governatore della Liguria, (Coraggio Italia), con il 56%. In fondo alla classifica ex aequo Donato Toma, Molise, e Vito Bardi, Basilicata, entrambi di centrodestra.
Marsilio, espressione di Fratelli d'Italia, eletto nel 2019, perde rispetto a due anni fa ben 4,4 punti passando dal 49,4 al 45%. Un risultato che il governatore abruzzese ha commentato così: «Non ho mai valutato, né sottovalutato i sondaggi. Non mi entusiasmo quando crescono, non mi deprimo quando diminuiscono».
PD UNICA ALTERNATIVA. «La consapevolezza di essere eterodiretti da logiche romane e la distanza del presidente, Marsilio, la giunta lenta e l’immobilismo in Regione, le inquietanti vicende giudiziarie e le politiche propagandistiche non sono più sopportati dagli abruzzesi. L’indagine lo evidenzia», il commento del segretario del Partito Democratico abruzzese, Michele Fina, «Marsilio è tra coloro che perdono più consenso, si ferma al 45%, in calo di 4,4 punti percentuali rispetto al test del 2020. Quindi, più della metà degli abruzzesi non apprezza il suo lavoro. C’è bisogno di una prossima generazione Abruzzo, il Partito Democratico si propone come aggregatore di un’alternativa per il futuro della regione».
BIONDI VOLA. Il miglior piazzamento, su scala regionale, è senza dubbio quello del sindaco dell'Aquila. Saldamente ancorato al primi posto c’è, come si diceva, Decaro, sindaco di Bari, che scende di pochissimo, da 66,3 a 65, ( -1,3%). Tra i sindaci emerge il secondo posto di Luigi Brugnaro, primo cittadino di Venezia, (centrodestra) al 62% che segna un balzo di +7,9%, seguito al terzo posto da Giorgio Gori (Bergamo, centrosinistra) ex aequo con Marco Fioravanti (Ascoli Piceno, centrodestra) entrambi al 61%, ma con il sindaco di Bergamo in crescita del 5,7%. Biondi, di Fratelli d'Italia, in sella dal 2017, è passato dal 53,5% al 59% di gradimento, con un +5,5. La sua reazione: «Il dato emerso da un lato fa piacere, ma dall'altro rappresenta uno stimolo a proseguire con determinazione nel lavoro che stiamo portando avanti dal 2017».
«L'ottavo posto premia l'operato non solo del primo cittadino, ma dell'intera maggioranza di centrodestra, che oltre alla complessità dei processi di ricostruzione in corso, ha dovuto fronteggiare la crisi, innanzitutto sanitaria, ma anche sociale ed economica, generata da un evento come la pandemia. Il dialogo con la comunità e con l'intero territorio», le parole di Biondi, «è determinante per instaurare prospettiche politiche di sviluppo volte a garantire un futuro solido a famiglie e imprese che vedono nei sindaci un punto di riferimento per le loro istanze».
ESULTA FRATELLI D'ITALIA. Se non può farlo per il governatore Marsilio, che ha la stessa bandiera politica, Fratelli d'Italia esulta per il suo sindaco aquilano. Michele Malafoglia, portavoce comunale del partito, evidenzia come «la politica del fare e l'essere in prima linea per dare risposte ai cittadini premiano sempre. Elementi distintivi dell'azione di Biondi. Un risultato con cui viene riconosciuto il senso del dovere e d responsabilità assunto nei confronti della comunità dal momento del suo insediamento. Fratelli d'Italia può contare su una classe dirigente competente e preparata».
RISULTATO LUSINGHIERO. Per il medico teatino Ferrara, (centrosinistra), il 42esimo posto è «un ottimo piazzamento».
Il suo gradimento è sceso di pochissimo, da 55,8 a 55,5 (-0,3%), in poco più di otto mesi al timone del municipio. «Non posso che essere orgoglioso», dice, «di un 42esimo posto su 105 colleghi, guadagnato in soli otto mesi di lavoro. Mi sprona a continuare sulla strada dell'impegno e delle linee tracciate, in cui c'è anche la realizzazione di opere avviate dalla precedente amministrazione, anche se di orientamento opposto, per dare continuità d'azione».
QUI TERAMO. Con un 57esimo posto guadagnato rimenando pressoché stazionario, da 53,3 a 53 punti (-0,3%), il sindaco di Teramo, D'Alberto, di centrosinistra, si dice soddisfatto
«Al di là dell'effettiva misurabilità di questo tipo di sondaggio», dice, «il risultato raggiunto conferma la percentuale della mia elezione, avvenuta nel 2018. Una maggioranza assoluta, nonostante l'eredità della precedente amministrazione, il Covid e il sisma. L'auspicio, ovviamente, è di poter crescere. Soddisfatto, avanti così».
PESCARA IN CODA. È solo 81esimo Masci, sindaco di Pescara di centrodestra, eletto due anni fa, che ha perso ben 2,3 punti passando dal 51,3% a 49%. «Il gradimento lo vedo in mezzo alla gente», commenta, «ed è quello che conta. Mi sembra che un sondaggio su 600 persone non sia così significativo».
Ma ammette che a pesare è stata anche la pandemia: «In una città di servizi come Pescara», dice Masci, «si sono create tensioni che, spesso, vengono scaricate sull'amministrazione. È stato un anno particolare, in cui abbiamo dovuto fare scelte difficili, come la chiusura di scuole e negozi. E questo ha avuto un peso».