Pagnanelli, salta l’udienza «Comune non informato»

18 Novembre 2020

PESCARA. Da oltre un anno e mezzo il procedimento a carico dell'ex presidente del consiglio comunale e attuale capo gruppo del Pd, Francesco Pagnanelli e altri e tre imputati, è fermo all'udienza...

PESCARA. Da oltre un anno e mezzo il procedimento a carico dell'ex presidente del consiglio comunale e attuale capo gruppo del Pd, Francesco Pagnanelli e altri e tre imputati, è fermo all'udienza preliminare.
Una serie di rinvii, come quello di ieri per la mancata notifica dell'udienza alla parte civile, il Comune di Pescara, fa restare l'esponente politico appeso a un filo, senza poter conoscere il suo destino: se cioè verrà prosciolto da ogni accusa come lui spera, o magari finire sotto processo se dovesse andare male.
La vicenda, che coinvolge anche l'ex dirigente comunale Gaetano Silverii, il tecnico progettista Carlo Galimberti e il responsabile dell'ufficio Suac del Comune, Salvatore Giannitti, ruota attorno ai lavori che Pagnanelli avrebbe eseguito su un fabbricato in centro di sua proprietà.
Non certo un'inchiesta eclatante e complicata da dipanare, anche se la procura contesta a tutti l'abuso d'ufficio e ai soli Pagnanelli e Galimberti anche i reati di abuso edilizio e falso ideologico: lavori che riguardarono «la demolizione, ricostruzione e ampliamento fuori sagome del fabbricato esistente», come si legge nelle imputazioni.
Si parla di opere che sarebbero state eseguite con un permesso a costruire «rilasciato illegittimamente dal Comune di Pescara a fronte di opere non sanabili perché in contrasto con la disciplina urbanistica ed edilizia vigente».
E in relazione all'abuso d'ufficio si cita anche una riunione svoltasi al Comune subito dopo che era stato redatto il provvedimento di improcedibilità per la Scia.
Nel corso di quella riunione, secondo quanto sostiene l'accusa, «gli indagati decidevano di aggirare l'ostacolo facendo ritirare al Pagnanelli la Scia già presentata e facendogli presentare istanza di permesso a costruire al cui rilascio avrebbe provveduto direttamente Silverii».
Accuse infondate, secondo l'avvocato Cesare Borgia, che assiste l'esponente politico (che peraltro si vide porre sotto sequestro il fabbricato per circa un anno), che potrebbero essere provate carte alla mano, ma sempre se si riuscirà a celebrare questa udienza preliminare.
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