Palazzi a rischio, partita la demolizione

Via Lago di Borgiano. Entra in azione la maxi gru per abbattere gli edifici evacuati 5 anni fa
PESCARA. «Può scendere, via». Erano le 11.40, ieri mattina, quando il sindaco Carlo Masci ha attivato la maxi gru che ha rimosso, con una pinza, i primi travetti in cima a uno dei tre palazzi da abbattere in via Lago di Borgiano, portandoli a terra. Poi, nei prossimi giorni, si passerà alla rimozione del tetto e via di seguito, fino a demolire in 180 giorni tutto lo stabile e gli altri due (ai numeri civici 14, 18 e 22) dichiarati a rischio crollo e svuotati 5 anni fa. Con Masci c’erano i rappresentanti dell’Ater, a partire dal presidente Mario Lattanzio, che ha promosso i lavori, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, assessori e consiglieri comunali, con il presidente del consiglio Marcello Antonelli. «Questi palazzi sono dei detrattori ambientali, che ora saranno eliminati e qui sorgerà una piazza», ha commentato Masci che ha sottolineato con forza «la piena collaborazione tra Comune, Regione e Ater, fondamentale per arrivare a una trasformazione della zona, che avrà spazi verdi e piazze, e passerà per l’abbattimento del Ferro di cavallo di via Tavo», il complesso popolare che si sta provvedendo a svuotare, trovando altre sistemazioni agli inquilini che hanno diritto. Anche per questo ulteriore passaggio l’Ater sta continuando a lavorare, con il Comune. «A settembre», ha garantito Lattanzio, «sarà promosso il bando per abbattere gli edifici ma nel frattempo più di 80 alloggi dell’Ater sono stati rimessi a posto per garantire una casa ha chi ha titolo» e sempre a settembre, ha annunciato l’assessore comunale Isabella Del Trecco, «arriverà in aula la variante che consente la demo-ricostruzione del Ferro di cavallo, già adottata e ora da approvare. In consiglio comunale vanno esaminate le osservazioni, già valutate dagli uffici». Ma con i lavori di ieri si è assistito «all’inizio concreto della riqualificazione della zona, che si sta aprendo un po’ per volta mentre prima era chiusa in se stessa, con una presenza massiccia di residenti e nessun servizio. Un passaggio importante per il nostro progetto di riqualificazione è stata l’apertura al traffico della strada pendolo. Qui, in via Lago di Borgiano, abbiamo immaginato degli spazi di aggregazione», con tutto ciò che comporta dal punto di vista sociale.
«Demolire e ricostruire non è una operazione banalissima», ha commentato Sospiri, «ed è tutto quello che si può fare per riqualificare un quartiere come questo dove vogliamo portare servizi e vuoti urbani e con il “pendolo” allarghiamo la concentrazione che si è verificata qui. Il ruolo della Regione è stato ed è centrale, cominciando dal periodo in cui il presidente era Luciano D’Alfonso, perché sono stati intercettati i fondi Cipe per il terremoto e si è fatto in modo di non perderli». (f.bu.)

