Palazzi Clerico di nuovo occupati L’assessore: abbattimento vicino

Il comitato cittadino “Per una nuova Rancitelli” chiede certezze al Comune sui tempi dell’abbattimento E Del Trecco rassicura: «Oramai manca poco, a breve la comunicazione della data di inizio dei lavori»
PESCARA. Materassi, tavoli, sedie. I senzatetto e i disperati che usano gli scheletri dei palazzi Clerico di via Tavo per ripararsi e trascorrere lì giorno e notte, si sono sistemati come meglio possono, “arredando” a modo loro gli edifici mai finiti vicini al “ferro di cavallo”. Entrano, escono e “soggiornano” sotto gli occhi di chi vive nella zona e vede già abbastanza degrado, a Rancitelli. Sono proprio i bivacchi di questi giorni a rilanciare una polemica mai sopita, quella sull’abbattimento di palazzi Clerico, che non sono mai diventati tali e dei quali si parla dell’abbattimento ormai da tempo.
Il comitato di quartiere “Per una nuova Rancitelli”, presieduto da Francesca Di Credico, segnala la situazione, con una lettera, al sindaco Carlo Masci, agli assessori e ai consiglieri comunali. Per conoscenza, il documento di denuncia è stato inviato anche a prefetto e questore.
Aspetta risposte, il comitato, e la prima arriva dall’assessore comunale Isabella Del Trecco. Interpellata da Il Centro fa sapere che «i tempi sono maturi per l’intervento e se ne darà comunicazione a breve. È questione di poco», garantisce l’assessore assicurando che «a giorni sarà ufficializzata una data precisa». L’intervento di cui parla è quello già illustrato l’anno scorso, che vedrà la realizzazione di nuovi appartamenti, e non solo, finora non ancora decollato. Del Trecco aggiunge che «si tratta di una iniziativa di social housing privata che il Comune ha seguito e voluto e i cui tempi sono stati cambiati per via dei passaggi burocratici da portare avanti, con l’aggiornamento dei documenti».
In attesa che qualcosa si muova davvero, il comitato ricorda che quello dei palazzi Clerico «è uni dei problemi irrisolti e più evidenti che riguardano il quartiere, e si trascina ormai da decenni. Una lunga storia di degrado ma anche di rassicurazioni cadute nel vuoto e di promesse non mantenute» visto che l’abbattimento di questi «ruderi» era stato dato per imminente a ottobre dell’anno scorso, poi a marzo di quest’anno e infine per il mese di ottobre che sta per concludersi.
«Ma gli scheletri dei palazzi Clerico sono ancora qui e continuano ad essere fonte di degrado sociale, di paura e di pericoli per i residenti», che hanno assistito a molti sgomberi dell’area, negli anni scorsi, per liberare la zona dagli occupanti abusivi. È stata anche più volte transennata. Ma poi, puntualmente, come adesso, balordi, sbandati e tossicodipendenti sono tornati a rifugiarsi lì, lontano dalle strade più affollate della periferia, comunque riparati rispetto al freddo dell’inverno che sta arrivando.
«Accampamenti di sbandati e tossicodipendenti risorgono periodicamente, in quest’area», fa presente sempre il comitato nella lettera al Comune. Ad assessori e consiglieri viene chiesto di sapere «date certe per la demolizione dei ruderi, la bonifica e la riqualificazione dell’area», tanto più che «sembra in forse l’ampio progetto di ristrutturazione del vicino “ferro di cavallo”».
I cittadini vorrebbero «certezze» sul futuro dell’area Clerico, punto di riferimento per chi non ha una casa e per chi si apparta lì per consumare droga, regalando scene poco edificanti ai residenti, grandi e piccoli. (f.bu.)

