Palazzina sequestrata Il Comune: parte lesa stop ai pagamenti

L’assessore all’Urbanistica: «Irregolarità tecniche» I 12 ospiti trasferiti nell’altra sede Sprar di viale Abruzzo
MONTESILVANO. «Il Comune è parte lesa». È questo il punto di vista dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Maragno in merito al sequestro di uno degli edifici utilizzati dall’Ente nell’ambito dello Sprar, il sistema per l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati attivo da circa un anno in città. Si tratta di una villetta di via Togliatti, la strada che dal cimitero porta a Montesilvano Colle, dove nei giornis corsi, su disposizione della Procura, sono stati apposti i sigilli per presunte irregolarità edilizie. L’inchiesta, che ha portato al sequestro della villetta e al trasferimento degli stranieri presenti (una dozzina) in un altro edificio dello Sprar in viale Abruzzo, conta anche sette indagati, tra cui i proprietari dello stabile, un dirigente e due dipendenti del Comune di Montesilvano, accusati a vario titolo di truffa, falsità ideologica commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità e abuso d’ufficio, e due tecnici.
Ma la bufera che si è abbattuta sul servizio Sprar non condizionerà il modello virtuoso che ha portato Montesilvano alla ribalta delle cronache nazionali in tema di accoglienza. Ne è convinta la giunta comunale e, in particolare, l’assessore all’urbanistica Annalisa Fumo. «L'indagine in corso su una delle strutture Sprar non mette in alcun modo in dubbio la bontà e il valore della progettualità di accoglienza dei migranti che stiamo portando avanti sul nostro territorio e che, a più riprese, è stata indicata quale modello virtuoso di riferimento a livello nazionale e internazionale», evidenzia l’esponente dell’esecutivo di centrodestra. «Le irregolarità oggetto di indagine riguardano aspetti puramente tecnici, ovvero le certificazioni presentate all’atto della partecipazione al bando per l’individuazione dei locali. In questa situazione il Comune è parte lesa di quanto accaduto». L’assessore evidenzia poi che la villetta di via Togliatti era stata oggetto di verifiche. «La struttura», rivela, «era stata anche verificata dagli ispettori del ministero degli Interni e ritenuta idonea per le finalità individuate. E in passato anche la Prefettura individuò l'immobile come possibile sede per uno dei Cas, i centri di accoglienza straordinaria». Dopo il sequestro, gli ospiti sono stati temporaneamente trasferiti dalla villetta di via Togliatti in viale Abruzzo, dove il sistema Sprar può contare su un altro edificio dedicato all'accoglienza. «Il Comune, nel frattempo», sottolinea Fumo, «ha sospeso, a titolo precauzionale ogni pagamento al proprietario dell'immobile, in attesa dell’esito del procedimento. Siamo a disposizione e confidiamo nel celere svolgimento dell’attività di indagine portata avanti dalla magistratura».

