Palazzo a rischio crollo, 48 ore per i primi interventi

9 Luglio 2021

MONTESILVANO. Seconda notte di luci spente nel palazzo di via Leopardi dove mercoledì le forze dell’ordine hanno portato a termine lo sgombero forzato delle ultime 12 famiglie ancora residenti e la...

MONTESILVANO. Seconda notte di luci spente nel palazzo di via Leopardi dove mercoledì le forze dell’ordine hanno portato a termine lo sgombero forzato delle ultime 12 famiglie ancora residenti e la chiusura delle attività commerciali del piano terra. A due giorni dall’operazione in molti si chiedono quale sarà il futuro dell’edificio, colpito lo scorso 13 maggio da un’ordinanza di sgombero del sindaco Ottavio De Martinis perché dichiarato a rischio crollo da una perizia tecnica. Proprio a margine dello sgombero, il primo cittadino aveva evidenziato come si trattasse di «atto dovuto», spiegando come il Comune si sarebbe adoperato per realizzare, a carico dei privati, quanto non fatto dall’amministrazione di condominio. «Abbiamo deciso di dare all’amministratore di condominio 48 ore di tempo per farci sapere cosa intende fare per quanto riguarda la messa in sicurezza del palazzo», rivela ora De Martinis. «Se procederanno in tempi rapidi, bene. In caso contrario saremo costretti a dare l’incarico a un tecnico per eseguire, in danno al condominio, le analisi strumentali e la messa in sicurezza dell’edificio». Quanto alle famiglie che mercoledì hanno lasciato le proprie abitazioni, l’assessore Santa Santavenere spiega come sia stato disposto l’intervento degli assistenti sociali dell’Azienda Speciale per verificare eventuali situazioni da prendere in carico. Di queste, però, solo una donna venezuelana disabile di 85anni è stata trasferita in una rsa per un mese: «Le altre sono famiglie che comunque pagavano l’affitto e che non hanno i requisiti per essere assistite. Il problema più grande», dice, «è la ricerca di un nuovo alloggio in un periodo complicato come l’estate». (a.l.)