“Palazzo d’oro Asl”, il pm chiede 22 mesi per D’Amario e altri tre

18 Marzo 2022

Acquistato a 900mila euro nel 2012, fu ricomprato nel 2015 dall’azienda sanitaria a quasi 3 milioni Con l’ex direttore generale, imputati il proprietario Cetrullo, il dirigente tecnico Lo Mele e Lauriola

PESCARA. «Questa è una storia organizzata a tavolino e ne erano tutti consapevoli gli odierni imputati: a partire dal direttore generale della Asl, Claudio D'Amario, dal rup Luigi Lauriola, dal dirigente tecnico della Asl, Vincenzo Lo Mele, e poi il proprietario, Ernanio Cetrullo che doveva piazzare un immobile fatiscente». È uno dei passaggi della requisitoria del pm Luca Sciarretta che ieri ha concluso chiedendo la condanna a un anno e 10 mesi di reclusione per tutti e quattro i protagonisti di quella compravendita (nel 2015) del “palazzo d'oro” della Asl di Pescara di via Rigopiano (accusati di turbata libertà degli incanti, turbata libertà nella scelta del contraente e truffa) che avrebbe dovuto ospitare gli uffici amministrativi dell’azienda sanitaria pescarese.
Un affare che, secondo l’accusa, fece soltanto Cetrullo che acquistò nel 2012 quell’immobile a 900 mila euro e lo rivendette nel 2014 alla Asl a 2 milioni e 800 mila euro, con una sovrastima che per l’accusa è di 740 mila euro. «In questo processo», ha detto Sciarretta, «ci sono dati certi e documentali: dati di cui tutti erano a conoscenza, così come tutti sapevano delle problematiche che avrebbero dovuto impedire quell’acquisto».
E l’accusa nella sua requisitoria (già ampiamente affrontata dal procuratore aggiunto Anna Rita Mantini nell’udienza precedente), parte dalle asserite menzogne di D’Amario. «Contrariamente a quanto da lui riferito, in tutti gli anni precedenti e fino al maggio del 2014 nelle delibere della Asl non vi è alcuna traccia dell’acquisto di un immobile».
Il pm snocciola una per una le delibere di quegli anni dove si affermava semmai il contrario: e cioè che bisognava utilizzare gli immobili già in possesso della Asl. «Quello era il programma della Asl: utilizzare gli immobili della ex ortopedia, della ex medicina e della ex chirurgia. Quando D’Amario afferma che la decisione era stata presa un anno prima, dice il falso. È nella delibera del maggio del 2014 che compare per la prima volta l’indicazione dell'acquisto dell’immobile. In questo processo le date sono fondamentali perché aiutano a capire come si è svolta l’operazione». Per l’accusa, tutto avviene nell'arco di due mesi, da marzo a maggio 2014. «È qui che entra in gioco un noto faccendiere che ha rapporti con la politica e con funzionari pubblici, ed è grazie ai suoi contatti che si sblocca la situazione. Questo personaggio è una meteora che intasca 100 mila euro per non aver fatto nulla ed esce di scena».
La stima dell'Agenzia delle entrate richiesta da D’Amario, per la procura non ha nessun valore perché la Asl non fornì tutte le carte necessarie per una seria valutazione. «Poi va in scena», afferma il pm, «la gara “farlocca”: un bando cucito addosso alle caratteristiche dell’immobile da acquistare».
E Sciarretta spiega invece quale era l’iter rigido della legge per quanto riguarda gli enti pubblici che possono chiedere l’acquisto di un immobile solo in presenza di una dichiarazione di indispensabilità e indifferibilità: «ma non esiste nessun documento che lo provi. Esiste solo una ridicola paginetta del collegio sindacale che a posteriori dichiara che tutto è regolare. Ma come si fa ad indire una gara senza una delibera sull’acquisto dell’immobile e senza un atto che ne preveda il finanziamento?», si chiede il pm.
«Fu un arricchimento soltanto per Cetrullo: un immobile che non poteva essere utilizzato per uffici pubblici; senza parcheggi; che non aveva un accesso diretto e anzi una servitù di passaggio. Hanno acquistato questo fantastico immobile fatiscente per risparmiare 200 mila euro all’anno ed ora ci vorranno almeno 36 anni per ammortizzare quei costi»". E poi chiude citando un paio di intercettazioni-confessione dove gli imputati parlano di “trucchetto” in relazione ai requisiti della gara e degli accordi presi in precedenza sul prezzo dell'immobile. Il 14 aprile le arringhe difensive e forse la sentenza.