Palazzo della vergogna, raccolte trecento firme: subito la bonifica

Lo stabile sgomberato tre anni fa invaso dai rifiuti e dalle erbacce. Pettinari: «Con un milione di lavori potrebbe diventare uno studentato per la Stella Maris». Forconi: «Proposta basata sull’ignoranza»
MONTESILVANO. Una raccolta firme sottoscritta da 300 residenti di Montesilvano che chiedono la bonifica del palazzone di via Lazio 61. A raccoglierle e a presentare il documento a palazzo di città è il movimento politico Pettinari per l’Abruzzo, coordinato dal consigliere pescarese Domenico Pettinari, affiancato nell’iniziativa dai colleghi pescaresi Caterina Artese e Massimiliano Di Pillo e dai coordinatori dell’area Montesilvano e Città Sant’Angelo Michele Cavaliere, Donato Spagnoli e Ilenia Di Martino.
A seguito delle nuove e numerose discariche abusive sorte nelle aree comuni ed esterne dell’edificio, ormai sgomberato e murato dall’estate del 2021 ma finora ancora abbandonato, il movimento è tornato in via Lazio per chiedere al Comune di Montesilvano, su cui insiste lo stabile, e a quello di Pescara, proprietario di 59 appartamenti, di intervenire in maniera definitiva per riportare decoro e igiene in un quartiere centrale e turistico della città. «Dopo la deposizione della nostra petizione», spiega Pettinari, «il Comune di Montesilvano questa settimana è intervenuto per far rimuovere una parte dei rifiuti, entrando in contraddizione con quanto dichiarato finora, ossia che essendo un’area privata non fosse di sua competenza. Il problema però che restano ancora la giungla di vegetazione che sta crescendo in maniera incontrollata, così come restano i magazzini aperti e pieni di oggetti e rifiuti, sicuramente frequentati da persone poco raccomandabili dal momento che un tempo questo edificio era teatro di spaccio. E ancora, nella parte anteriore ci sono ancora tanti rifiuti abbandonati, così come all’interno dell’edificio continuano a entrare e uscire animali, creando una vera e propria bomba ecologica nel quartiere e decretando allo stesso tempo disagi per i residenti e turisti e un deprezzamento del valore delle abitazioni limitrofe».
La proposta del movimento è, innanzitutto, la firma di un’ordinanza contingibile e urgente per questioni di sicurezza che porti all’abbattimento del palazzo: «La soluzione migliore, poi, sarebbe che il Comune di Montesilvano, quello di Pescara e la Regione Abruzzo, dopo aver provveduto a dare degli indennizzi ai privati proprietari dei locali presenti nello stabile, realizzino uno studentato al servizio della Stella Maris che a breve diventerà un polo dell’università d’Annunzio», prosegue Pettinari. «Io credo che con un investimento di poco più di un milione di euro si potrebbe risolvere definitivamente un problema che va avanti da decenni». Sulla stessa lunghezza d’onda anche i consiglieri Artese e Di Pillo che evidenziano soprattutto il potenziale della struttura, a pochi passi dal mare, dalla Stella Maris e in uno dei quartieri più turistici di Montesilvano.
Una risposta a Pettinari e al suo movimento arriva dal consigliere comunale di Montesilvano delegato alla sicurezza, Marco Forconi: «Rispondere a proposte basate sull’ignoranza e sui deliri significa svilire il lavoro di un’amministrazione comunale che, dopo decenni di negligenze, farfugliamenti e rimpalli, ha risolto una gigantesca bomba sociale in un punto cardine di una città di quasi 60mila abitanti», commenta. «Il signor Pettinari, certamente proiettato verso una più ambita e remunerata poltrona, magari per la Nuova Pescara, non perde occasione per ostentare le sue lacune amministrative e lo fa davanti ai media, dopo aver preso in giro 300 persone che hanno firmato una petizione sul nulla. Nel frattempo, ancora attendo un confronto pubblico con il neo consigliere comunale di Pescara su via Lazio, più volte chiesto a mezzo stampa e mai raccolto».

