Palazzo di via Lazio nel degrado Muri rotti e rifiuti abbandonati

Senza pace l’edificio vicino al mare: distrutte le murature per evitare le incursioni degli abusivi Il cortile invaso dalla spazzatura. E scoppia lo scontro politico tra il Pd e il consigliere Forconi di FdI
MONTESILVANO. Sono trascorsi quasi due anni dallo sgombero delle ultime famiglie dal palazzone di via Lazio 61, a Montesilvano, ma da allora il degrado continua a dilagare nella struttura di Villa Verrocchio. Era il 21 luglio del 2022 quando, dopo aver completato il trasferimento di tutte le famiglie assegnatarie degli alloggi popolari, le forze dell’ordine intervennero, in accordo con il Comune di Montesilvano (competente territorialmente) e quello di Pescara, proprietario di 59 appartamenti nell’edificio, per liberare lo stabile dagli ultimi inquilini abusivi. Subito dopo, tutti i varchi di accesso alla struttura, che conta anche locali privati, sono stati murati per evitare nuove occupazioni, ma questo non ha consentito al palazzo di riacquistare decoro. Il tentativo del Comune di Pescara di alienare la propria porzione, infatti, si è concluso nell’autunno dello stesso anno con un’asta andata deserta. Da quel momento, nessuno si è più interessato al palazzone se non, loro malgrado, gli abitanti delle palazzine della zona, costretti a fare i conti con tanti disagi, e l’ente pescarese, che continua a sborsare ogni anno circa 25mila euro di Imu al Comune di Montesilvano.
Abbandonato al suo destino, l’edificio è diventato ormai residenza stabile per i piccioni e per i ratti, così come il piazzale esterno del condominio continua ad essere ricettacolo di rifiuti abbandonati. Essendo uno dei punti più critici di Montesilvano, il condominio in questi giorni è finito al centro del dibattito elettorale. Ad accendere i riflettori sul tema, la candidata consigliera del Pd, Manuela Natale: «L’amministrazione comunale ha poteri anche su beni di privati in primo luogo potendo ordinare la pulizia degli stessi con possibilità di sostituirsi al privato nel caso in cui questi non provveda», evidenzia. «Di più, il sindaco, alla luce di quanto previsto dal decreto Sblocca cantieri può dichiarare degradato l’immobile e chiedere all’autorità giudiziaria la nomina di un amministratore giudiziario. Gli strumenti ci sono, si poteva fare di più, si doveva fare di più. Non è possibile che un tale eco-mostro, peraltro a due passi dalla spiaggia della nostra amata città, versi in quello stato di abbandono. I residenti che vivono in prossimità del palazzone hanno urgente bisogno di risposte».
A ricordare quanto fatto finora e quali i progetti per il futuro dell’edificio è il consigliere uscente e ricandidato di Fratelli d’Italia, Marco Forconi, che in passato ha seguito la fase degli sgomberi avendo la delega alla sicurezza: «In un anno, in collaborazione con il Comune di Pescara, siamo riusciti a risolvere un problema che andava avanti da 30 anni, liberando finalmente l’edificio ed eliminando soprattutto i problemi di delinquenza ad esso collegato», commenta. «Ormai lo stabile è murato e dotato di grate che non consentono accessi e la speranza è che si possa presto trovare un acquirente che restituisca dignità all’edificio, così come a tutto il quartiere. Il nostro auspicio», prosegue, «è che l’edificio possa avere una destinazione futura legata alla sede dell’università d’Annunzio che presto sorgerà nella Stella Maris, magari accogliendo uno studentato».
Per i rifiuti esterni, Forconi aggiunge: «Anche quell’area è di proprietà privata e non comunale. Nonostante questo, siamo intervenuti in più occasioni, con Formula Ambiente, per eliminare i rifiuti, cosa che sicuramente sarà fatta anche in questa circostanza. L’intenzione della nostra amministrazione è anche quella di posizionare delle fototrappole che possano individuare e bloccare gli scarichi».

