Palazzo di via Lazio: tutti fuori Scaduto l’ultimatum agli abusivi

Ieri l’ultimo giorno a disposizione per lasciare gli appartamenti di proprietà del Comune di Pescara Il consigliere Forconi: «Non ci saranno ulteriori preavvisi, ora interverremo con la forza pubblica»
MONTESILVANO. Ultimo giorno a disposizione, ieri, per lasciare gli appartamenti di via Lazio 61 per la ventina di famiglie che vivono abusivamente nel “palazzo della vergogna” di Villa Verrocchio. È scaduto, infatti, l’ultimatum lanciato nei giorni scorsi dall’assessore pescarese alle politiche sociali Isabella Del Trecco a coloro che, in maniera illegittima, vivono in uno degli alloggi del Comune di Pescara situati nel condominio di Montesilvano. A pesare sulla decisione di evacuare il prima possibile il palazzo di via Lazio, da anni teatro di degrado e condizioni igienico-sanitarie precarie, l’ordinanza firmata lo scorso 7 giugno dal sindaco Ottavio De Martinis che ha dichiarato l’edificio inagibile e ne ha imposto l’immediato sgombero. L’accelerazione nel percorso già avviato negli ultimi due anni dal Comune di Pescara, che ha provveduto al trasferimento di tutte le famiglie assegnatarie degli alloggi popolari in altre abitazioni nel capoluogo adriatico, è arrivata dopo un sopralluogo effettuato nel mese di maggio da Asl e vigili del fuoco su richiesta del primo cittadino montesilvanese. Nel corso delle verifiche, infatti, sono emerse numerose criticità già segnalate in più occasioni, sia dagli amministratori che dai residenti delle palazzine limitrofe.
In particolare, i vigili del fuoco hanno riscontrato, tra le altre cose: allacci abusivi e a fili a visti nel locale contatori della luce; tubi del gas corrosi; scale antincendio inaccessibili per via di materiali infiammabili depositati lungo il percorso; parapetti danneggiati e a rischio caduta nel cortile e sui ballatoi sottostanti. Per quanto di sua competenza, invece, la Asl ha segnalato «l’acclarato e evidente venir meno delle condizioni igienico sanitarie del fabbricato con particolare riferimento al gorgogliamento delle acque nere dai tombini presenti a livello stradale, alla presenza di formazioni algali – quale segno di ristagno prolungato nel tempo delle stesse che si prestano ad eccessiva presenza di insetti-, alla presenza di parassiti e animali infestanti, come piccioni o roditori che costituiscono minaccia sanitaria oltre che per gli occupanti il palazzo anche per l’intero quartiere, nonché all’elevata presenza di rifiuti abbandonati di vario genere».
Alla luce di tali evidenze, De Martinis ha firmato l’ordinanza di sgombero e il Comune di Pescara ha fissato la data ultima, ossia ieri, per lasciare le abitazioni. In caso contrario, le amministrazioni comunali, in collaborazione con le forze dell’ordine e sotto la regia della Prefettura, sono già pronte a uno sgombero coatto che potrebbe avvenire la prossima settimana. Ad annunciarlo nei giorni scorsi era stato anche il consigliere comunale con delega alla sicurezza, Marco Forconi. «Il 25 giugno scatterà il “punto-di-non-ritorno” per via Lazio 61. Superata quella data, se le oltre 20 famiglie che attualmente occupano lo stabile non avranno provveduto a liberare gli alloggi da masserizie e mobilia, non ci saranno ulteriori preavvisi ma solo un massiccio e chirurgico uso della forza pubblica, che potrebbe avvenire in qualsiasi momento», ha commentato.
«Tutti gli appartamenti saranno murati con elettrosaldatura e gli interni saranno distrutti in maniera tale da renderli inabitabili. Gli allacci saranno divelti e sarà impossibile utilizzare qualsiasi fonte energetica alternativa, anche esterna. Rispetto all'ex ghetto africano di via Ariosto (oggi riqualificato) il numero di abusivi di via Lazio è molto più basso ma le “peculiarità” di alcuni soggetti sono un dato che nessuno intende ridimensionare. Il decoro dell’area esterna sarà ripristinato e il Comune di Pescara venderà la sua proprietà con base d’asta per 1 milione e 400 mila euro. A nessuno degli abusivi sarà consegnato un alloggio, nemmeno provvisorio».

