Palazzo pericolante di viale D’Annunzio Parte la demolizione

10 Luglio 2020

Incontro per stabilire i tempi tecnici, il 16 apre il cantiere Chiude un pezzo di strada. Santilli: «I residenti collaborino»

PESCARA. È tutto pronto per dare il via alla demolizione del palazzo pericolante di viale D’Annunzio 259 e 261. Giovedì prossimo 16 luglio verrà aperto il cantiere e, molto probabilmente, i lavori partiranno il lunedì successivo 20 luglio.
I tempi sono stati fissati ieri, durante una riunione in Comune. Le operazioni di abbattimento, che dureranno secondo le previsioni all’incirca 40 giorni, costringeranno il Comune a chiudere alle auto e ai pedoni il tratto di viale D’Annunzio interessato. Lo ha confermato il vice sindaco Gianni Santilli.
«Chiediamo la collaborazione dei cittadini», ha detto Santilli, «perché siamo ormai vicini alla soluzione di una questione che va avanti da troppo tempo e che, oltre a coinvolgere i proprietari degli appartamenti, non ha certamente dato decoro al viale. Ci saranno dei disagi e per questo confido nella disponibilità delle persone».
«Siamo contenti di essere venuti a capo di questo problema», ha aggiunto, «grazie al lavoro della struttura tecnica del Comune, insieme alla quale abbiamo incontrato l’associazione temporanea di imprese Ettore e Carlo Barattelli & Mic che eseguirà i lavori. Abbiamo preso in esame le precauzioni che dovranno essere applicate dalle ditte interessate, sia in termini logistici, che si sicurezza per i residenti, in particolare degli edifici adiacenti».
«Allo stesso tempo», ha precisato il vice sindaco, «attiveremo un percorso alternativo a viale D’Annunzio, indispensabile per l’attraversamento dell’area».
Le autorizzazioni rilasciate dal Comune per i lavori scadranno il 13 settembre, ma l’impresa spera di poter concludere prima la demolizione.
Il lavoro non è di poco conto. Ci sono 15mila metri cubi di cemento da abbattere. Il palazzo, infatti, è alto dieci piani con 33 appartamenti e 6 locali commerciali al piano terra. È stato sgomberato nel 2013 e da allora è rimasto in stato di abbandono.
Per la demolizione del vecchio edificio e la costruzione di uno nuovo sono disponibili circa 7 milioni di euro, di cui 2 concessi dallo Stato come contributo post sisma.
I proprietari, che si caricheranno la spesa, potranno anche usufruire delle agevolazioni previste con l’ecobonus.
L’intervento sarà tra i primi a poter recuperare le spese di investimento con la formula della cessione del credito d’imposta. Questo per via della successiva realizzazione di una struttura totalmente antisismica e in classe energetica A.
Il Comune ha emanato il decreto di concessione del contributo post sisma il 23 marzo scorso, mentre la consegna del cantiere è avvenuta il primo giugno scorso, a seguito della precedente riunione del 31 maggio per la firma contratto.
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