Palazzo pericolante, iniziati i lavori

Partita la messa in sicurezza dell’immobile fatiscente in via Lazio 61
MONTESILVANO. Iniziata la messa in sicurezza nell’edificio pericolante di via Lazio 61, a Montesilvano. Ad annunciarlo è il Comune di Pescara, proprietario di 59 alloggi popolari nel palazzo. Lavori di messa in sicurezza subito e «senza ritardi» o l’unica ipotesi possibile è quella dello sgombero delle famiglie: questo era stato l’ultimatum dei vigili del fuoco. E a distanza di quasi due mesi i lavori sono partiti. «Nella mattinata di ieri», dice l’assessore alle Politiche della casa Adelchi Sulpizio, «è partita la messa in sicurezza nello stabile per i 59 alloggi di competenza del Comune di Pescara». È dal 2011 che il Comune di Pescara è a conoscenza del degrado dell’immobile da 7 piani: «Il degrado strutturale peggiora quotidianamente tanto che», dice una relazione del Comune risalente a più di tre anni fa firmata dall’architetto Tommaso Vespasiano, «negli ultimi tempi si sta evitando di fare ulteriori assegnazioni in quanto gli immobili rilasciati presentano carenze igieniche, strutturali e funzionali documentate».
L’11 febbraio Sulpizio e il sindaco Marco Alessandrini avevano fatto un sopralluogo: «La situazione riscontrata», ricorda Sulpizio, «era grave, sia in ordine allo stato del fabbricato, che riguardo al degrado diffuso. Avevamo detto che il Comune di Pescara avrebbe fatto la propria parte impiegando risorse per la messa in sicurezza del fabbricato condominiale e così è stato».
Tra gli interventi più urgenti, spiega l’assessore, «si sta provvedendo con la spicconatura dell’intonaco cadente, con la verifica delle caratteristiche strutturali su calcestruzzo e sulle superfici aggredite dalle infiltrazioni d’acqua, che possono rendere instabili i solai». L’importo dei lavori in corso è pari a circa 60 mila euro: «Circa la metà sono di competenza del Comune», dice Sulpizio, «attinti da economie di bilancio. Messa in sicurezza la palazzina, dovrà essere valutato lo stato di consistenza dell’immobile e tutte le possibili ipotesi capaci di assicurare l’incolumità delle persone e il decoro dell’abitato che oggi non è garantito e che verranno decise di concerto con gli altri proprietari».
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