«Palazzo Sirena è solido non ha senso demolirlo»

Francavilla, depositata la perizia affidata allo studio tecnico Leoni-Antonucci che smentisce le ipotesi di costose ristrutturazioni: basterebbero 150mila euro
FRANCAVILLA. Palazzo Sirena è solido e non ha senso abbatterlo per garantirne sicurezza. La perizia redatta dallo studio tecnico Leoni-Antonucci di Ancona – a cui, con bando pubblico, l’amministrazione comunale ha affidato l’incarico di verificare la vulnerabilità sismica dell’edificio, in particolare il corpo più datato che affaccia sulla piazza – non lascia dubbi: l’edificio risulta staticamente adeguato a ospitare una sala convegni per 600 persone. Inoltre, gli elementi di vulnerabilità, in caso di terremoto, rilevati in relazione alla normativa attuale, risultano minimi e facilmente sanabili con un intervento poco costoso, circa 150 mila euro.
Il risultato della perizia, quindi, taglia la strada alla proposta di abbattimento del vecchio corpo dell’edificio, sostenuta dal sindaco Antonio Luciani. Contro la parziale demolizione dell’edificio simbolo di Francavilla (che il sindaco, basandosi su quanto prospettato in uno studio precedente, ha sempre giustificato per via dei costi eccessivi, pari a circa 1 milione di euro, che il Comune avrebbe dovuto sostenere per realizzare l’adeguamento sismico) si era levata la voce dei cittadini riuniti nel comitato Risorgi Sirena, unitamente alle forze politiche d’opposizione.
Conti alla mano, il comitato ha sempre contestato le cifre da capogiro del Comune, proponendo un progetto molto più economico a salvaguardia dell’intero complesso.
«A questo punto riteniamo che il sindaco Luciani debba scusarsi per l'allarmismo creato in merito alla volontà di demolire un pezzo storico della città, che secondo lui era pericolante» commenta il consigliere Stefano Di Renzo (capogruppo Democratici per Francavilla), ricordando che «le intenzioni di demolire il palazzo avevano spaccato la città, erano state oggetto di nostre mozioni e interrogazioni in Consiglio, di interventi di un comitato cittadino, di sondaggi sulla stampa, manifesti e di spese pari a decine di migliaia di euro tra studi preliminari e perizie che, alla fine, altro non hanno detto quello che già si sapeva: che Palazzo Sirena è un patrimonio da salvaguardare, non da demolire, per creare l'ennesima piazza vuota. Quindi, quanto sostenuto dal sindaco sin dall'inizio, ossia che per ristrutturare il palazzo fossero necessari oltre un milione di euro, era completamente errato» prosegue Di Renzo, annunciando un’interrogazione comunale «per sapere esattamente quante spese inutili sono state effettuate in studi di fattibilità» e «se le stesse possano essere oggetto di esposto alla Corte dei conti».
Poi conclude, sollecitando «un tavolo di concertazione tra amministratori e città per decidere il futuro di Palazzo Sirena, per spendere alla svelta i fondi già in bilancio e riattivare quello che dovrebbe essere il simbolo della nostra città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

