Palazzo Sirena, anche Portoghesi si schiera contro la demolizione

3 Agosto 2017

Francavilla. Il professore, che è tra i massimi studiosi italiani di architettura e profondo conoscitore della città adriatica, appoggia l’appello di Italia Nostra dopo i no già espressi da Fuksas e Sgarbi

FRANCAVILLA AL MARE . Anche l'architetto Paolo Portoghesi si schiera contro il progetto di demolizione dello storico palazzo Sirena di Francavilla al Mare aderendo all'appello lanciato diversi mesi fa dalle sezioni Italia Nostra di Chieti e Pescara che punta a salvaguardare l'edificio con interventi di restauro. Portoghesi è uno dei massimi studiosi dell’architettura italiana; notissime sono le sue opere sul Barocco e gli album sull’architettura del Novecento. Come progettista, si segnala per numerose importanti opere tra cui la grande moschea di Roma. È stato preside del Politecnico di Milano e professore ordinario alla Sapienza di Roma, dove oggi ancora insegna come professore emerito.
Portoghesi inoltre conosce bene la realtà francavillese per essersene occupato negli anni ‘90 con una proposta di riqualificazione urbana a cui lo aveva chiamato l’amministrazione comunale dell’epoca e definisce il palazzo Sirena e la chiesa di san Franco di Ludovico Quaroni, suo collega di facoltà, uno dei capisaldi per il ridisegno della città di mare. «L'adesione del professor Portoghesi», annota Pierfrancesco Fimiani del comitato Risorgi Sirena, «è l'attestazione definitiva che la battaglia per salvare palazzo Sirena è giusta e si fonda su basi serie e ineccepibili. Questa volta, il sindaco non potrà ironizzare e neppure lanciare provocazioni, mettendo in dubbio il valore di questi personaggi e la loro presunta non conoscenza dei problemi della città. Portoghesi, luminare stimatissimo, tra i più prestigiosi architetti al mondo, conosce più che bene Francavilla al Mare e la Sirena. Fino a oggi abbiamo volutamente evitato di far pressioni nei confronti della soprintendenza ma oggi, perdurando il silenzio e alla luce delle firme di Fuksas, Sgarbi e Portoghesi, è il momento di assumersi la responsabilità della decisione. Il silenzio inesplicabile della soprintendenza, che il sindaco Luciani ha immediatamente preso al balzo per riaccendere i motori delle ruspe, è irriguardoso per la città, umilia il mondo accademico storico/intellettuale e mina la serietà della stessa istituzione. Ci rivolgiamo quindi al direttore della soprintendenza di Chieti affinché stabilisca definitivamente se palazzo Sirena merita di continuare a essere il simbolo della città, oppure può essere demolito perché privo di valori storici, culturali e identitari. Se non vuole rivolgersi alle parti interessate, almeno lo faccia nei confronti dei cittadini di Francavilla al Mare».
Dalla soprintendenza è giunta solo una laconica risposta all'e-mail inviata da Luciani con la quale fa sapere che ha fatto tutto quanto di sua competenza. Restando così la situazione l'amministrazione procederà con l'apertura del cantiere tra fine agosto e inizio settembre per la demolizione.
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